Napoli, la Regione smentisce il primario del Fatebenefratelli

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Abu è nato il 5 marzo al Fatebenefratelli di Napoli. La madre, Kante, fuggita dalla Costa d’Avorio, ha chiesto asilo in Italia. «In ospedale ci hanno chiesto i documenti, non gli è bastata la fotocopia del passaporto e la richiesta di soggiorno scaduta. E mi hanno tenuta separata dal bambino – ha raccontato – fino a quando la Questura non ha confermato la mia identità».
Ha il coraggio di dirsi «amareggiato» Pietro Iacobelli, primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale. E cercando di smentire conferma: «Il bimbo è stato allattato dalla mamma ogni tre ore – ha detto a Radio24 – Subito dopo il parto è stata però la mamma a dover andare nel nido ad allattare, senza portarlo in camera finché non è stata fatta la denuncia di nascita del bambino. Abbiamo chiesto alla polizia di procedere all’identificazione della paziente». Appunto.
Ispezioni sono state disposte da Bassolino e da Iervolino. Il primario viene smentito innanzitutto dalla Regione: «Si è trattato di una condotta anomala sia rispetto all’insufficiente informazione della paziente sui diritti sanciti dalla legge per le donne e i bambini stranieri, sia per l’indebita segnalazione al commissariato». La legale di Kante, Liana Nesta, sottolinea in una nota che la donna «aveva esibito copia della documentazione per la richiesta dell’asilo politico e i miei recapiti per la verifica. E non ha potuto allattare suo figlio, lo ha visto per la cortesia di alcuni sanitari». Alle 16,30 appuntamento sotto il Fatebenefratelli.

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