Fermata dopo il parto, bufera a Napoli
Repubblica 1-04-09
Ispezioni di Comune e Regione nell´ospedale di Posillipo. Maroni: subito la verità
La giovane ivoriana diventata sinonimo della battaglia contro la norma sui medici-spia
NAPOLI – Il giovane sguardo di ragazza ivoriana, inseguito ormai da telecamere italiane e straniere, ora è meno smarrito. E il suo nome, Kante, è diventato sinonimo della battaglia contro l´emendamento del pacchetto sicurezza sui medici o sugli ospedali-spia, attualmente in discussione alla Camera. Scoppia la bufera politica, e una corale mobilitazione, dopo la storia raccontata da Repubblica: quella di Kante Katadiatou, 25enne ivoriana, ricoverata al Fatebenefratelli di Napoli durante il parto del suo bimbo, e segnalata dall´ospedale al commissariato di polizia per «un´identificazione urgente».
Due ispezioni disposte dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania nell´ospedale. Severi commenti dei rispettivi vertici. Per Bassolino, «gli annunci sulle nuove normative generano una confusione pericolosissima per la salute dei migranti e dell´intera comunità». Il sindaco esprime «vivissimo sdegno». Il ministro dell´Interno Roberto Maroni, da Caserta, rispondendo sul caso, dice: «Ho chiesto una relazione al prefetto di Napoli. C´è la volontà di fare piena luce sull´accaduto». Protestano anche Medici senza frontiere, Save the Children. Preoccupazione da parte dall´Ordine dei Medici, dei giornalisti cattolici. Interrogazioni parlamentari da parte dei parlamentari del Pd Rosa Calipari e Luisa Bossa.
Intanto l´ospedale Fatebenefratelli in una lunga nota, si dice «sdegnato dall´attacco infondato», e spiega di avere applicato «una circolare regionale». Tesi sconfessata dalla Regione, che elaborando i primi rilievi degli ispettori, stigmatizza: «Si è trattato di una condotta anomala da parte di un operatore sociosanitario». Il primario del Fatebenefratelli, Pietro Iacobelli, spiega: «Abbiamo chiesto aiuto alla polizia per una paziente senza documenti, come succede sempre: non c´erano altre persone in grado di garantire per la puerpera. Inoltre non è vero che alla paziente non è stato concesso di allattare il bimbo». Replica Luciana Nesta, l´avvocato di Kante: «I testimoni c´erano, la signora era accompagnata da connazionali con permesso di soggiorno. Mai si era verificata una tale vicenda. Inoltre: ancora non è chiaro il motivo per il quale il bambino, nato da parto spontaneo, sia stato sottratto alla madre e riconsegnato alla signora Kante solo al momento delle dimissioni».
E un altro autorevole riscontro sull´”anomalia” arriva, attraverso le parole del deputato Calipari, dalle ricostruzioni del prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, riferite ieri al presidente della Camera Gianfranco Fini. Racconta, infatti, la Calipari: «Dopo appello alla sua sensibilità mostrata sul tema, il presidente Fini, turbato dalla storia di Napoli, ha approfondito la vicenda e mi ha detto di avere appreso dal prefetto Pansa che si è trattato, in effetti, di un eccesso di zelo».

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