Begato, dal rogo al dialogo nasce lo sportello di quartiere
Repubblica 1-04-09
Tursi investe centomila euro per sorveglianza e illuminazione
Nel presidio troveranno una sede anche gli educatori di strada. Se il modello funzionerà verrà replicato in altri quartieri
Lo hanno battezzato laboratorio di quartiere, e infatti, in questo spazio in via Sbarbaro 2, sta partendo l´esperimento più difficile: risanare il Diamante, una volta per tutte. Esperimento ambizioso, certo, perché «non sarà facile risolvere problemi annosi come la scarsa manutenzione degli edifici, la micro-criminalità, le carenze igieniche – sospira Franco Corso, rappresentante dei comitati del quartiere – ma l´idea di uno sportello dove i cittadini potranno segnalare ogni problema, superando le trafile burocratiche, è già un passo avanti, e speriamo che questo spazio diventi un fiore all´occhiello della città». Il laboratorio sarà pronto dopo l´estate, e davvero saranno tante le sue funzioni, come le aspettative: «Si tratta di uno dei presidi di legalità concordati nel patto sulla sicurezza – chiarisce l´assessore Francesco Scidone, presente all´incontro di ieri mattina con i comitati, i sindacati degli inquilini e i colleghi Roberta Papi (Servizi Sociali), Carlo Senesi (Rifiuti) e Bruno Pastorino (Casa) – sarà, dunque, la sede degli educatori di strada, che aumenteranno dopo l´estate in seguito a un apposito bando, ma anche un punto di monitoraggio e aggregazione. Tanto che, se funziona, il modello potrà essere esteso ad altri quartieri della città». L´investimento del Comune per potenziare la sicurezza del Diamante, è dunque di centomila euro: «Ci sarà un maggiore presidio della polizia municipale – precisa Scidone – videosorveglianza e illuminazione».
«Lo scopo è abbassare la tensione e migliorare la qualità della vita, per prevenire così episodi come quello recente, dell´incendio – chiarisce Corso – l´intenzione è di far partire corsi di computer, di meccanica, di autodifesa per le donne». Il laboratorio sarà gestito da un´associazione composta dal sindacato degli inquilini, dai comitati di quartiere, dagli assistenti sociali e anche da tecnici e architetti: un altro progetto che partirà tra un paio di mesi, infatti, è quello di una mappatura dei singoli edifici. «L´identikit degli appartamenti avverrà di concerto tra Comune e Arte – spiega l´assessore Bruno Pastorino – per individuare problemi di manutenzione come ascensori guasti e infiltrazioni d´acqua. Ma anche per capire dove sono le occupazioni abusive, o le case vuote. Insomma, un modo per conoscere meglio questi 1300 appartamenti».

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