Asse Sarkozy-Merkel contro gli Usa “Qui e ora nuove regole sulla finanza”

Repubblica 1-4-09

G20 ad alta tensione. Obama: ognuno faccia la propria parte
L´economia
Il vertice dei Grandi è iniziato con il ricevimento dalla regina e la cena a Downing Street

dal nostro corrispondente
loNDRA – Si chiama summit del Gruppo dei 20, ma a cena a Downing Street, ieri sera, i posti a tavola erano 29, senza contare quelli per le signore in una sala separata, e la disposizione è importante: Barack Obama sedeva accanto ad Angela Merkel, forse nella speranza che il salmone scozzese (quello del menù, non Gordon Brown) facesse fare la pace ai due litiganti, magari coadiuvato da Silvio Berlusconi, che gli stava di fronte; mentre dell´altro «dissidente», il presidente francese Nicolas Sarkozy, si occupava il premier britannico padrone di casa, lavorandolo al fianco insieme al presidente cinese Hu Jintao. La diplomazia delle poltrone, una volta tanto, potrebbe essere decisiva: perché il G20 iniziato ieri con il ricevimento a Buckingham Palace offerto dalla regina Elisabetta appare seriamente spaccato. Da un parte il vecchio asse franco-tedesco, che esige massima regulation sui mercati finanziari e respinge nuove misure per stimolare l´economia, ossia nuovi pacchetti di aiuti pubblici che indebitino governi e contribuenti; dall´altra i tradizionali alleati, America e Regno Unito, più il Giappone, che preferirebbero il contrario.
Di solito i leader arrivano ai vertici internazionali quando tutto è stato già deciso dal lavoro preparatorio dei cosiddetti sherpa. Ma questa volta non è così. Nel carosello di colloqui bilaterali che ha riempito la giornata di ieri, mentre dalla City arrivava l´eco della battaglia tra dimostranti anti-capitalismo e polizia, il dissenso emerso alla vigilia è stato riconfermato, nonostante gli sforzi di Brown e di Obama di gettare acqua sul fuoco. «Il comunicato finale deve delineare con passi concreti la nuova architettura dei mercati finanziari», ossia di una nuova severa regulation, «e i paesi che non mantengono gli accordi vanno sbugiardati», ha tuonato Angela Merkel dopo il suo incontro con Sarkozy. Il quale, forse piccato di passare in secondo piano a causa della presenza della «stella» Obama, ha addirittura alzato il tono rispetto alla già ventilata minaccia di andarsene prima della fine: «Francia e Germania parleranno con una voce sola. Vogliamo risultati concreti dal vertice. Vogliamo le basi di una nuova regulation finanziaria, e questo obiettivo non è negoziabile. Non mi associerò con un summit che finisca con un comunicato fatto di falsi compromessi». E ancora: «Al momento, l´accordo non c´è. La conversazione prosegue, ma i progetti presentati non vanno bene a Francia o Germania». Un fiume in piena.
Ad arginarlo ci hanno provato, anch´essi dopo un incontro a due, Obama e Brown. «La verità è che si sta discutendo solo su questioni marginali. Comunque ognuno faccia la propria parte, lo stimolo alla crescita non può dipendere solo dagli Usa», ha detto il presidente americano. «Sulla sostanza non ci sono diverbi. E l´idea che alcuni di noi stiano opponendo resistenza a chi preme per imporre maggiori regole è fasulla». Gordon Brown ammette che raggiungere un accordo «non sarà semplice», ma si dice fiducioso di farcela. C´è da sperare che il salmone ai finocchi di mare e cavoli, seguito da spalla d´agnello con funghi e salsa alla menta, per finire con crostata calda con crema, tutti piatti preparati dal celebrity-chef Jamie Oliver con ingredienti britannici, non siano rimasti sullo stomaco dei commensali. Oggi dovranno consumare il summit vero e proprio, ed entro stasera sapremo se qualcuno l´ha trovato indigesto.

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