Strage di migranti: 300 annegati

Secolo XIX 1/04/09

Naufragano Tre barconi salpati dalla Libia
Imbarcazione in avaria salvata da un rimorchiatore italiano e dalle motovedette libiche
Tripoli. Il numero esatto nessuno riuscirà mai a ricostruirlo ma si ritiene che circa trecento migranti siano morti nel naufragio di due, forse tre barconi, salpati stracarichi, sabato sera, dal villaggio libico di Sidi Balal, un sobborgo di Tripoli e da qualche altro punto della costa tripolina. Una delle barche aveva imbarcato 365 persone anche se – hanno detto le autorità libiche – non poteva ospitarne più di 75. Le le imbarcazioni stavano facendo rotta verso l’Italia. Forse 23 persone sono state tratte in salvo e 21 cadaveri recuperati dalla guardia costiera libica nei pressi del punto in cui le barche si sono rovesciate a causa del forte vento. Lo scrive il quotidiano libico Oea, citando fonti della sicurezza. «Dopo oltre due giorni di ricerche non abbiamo trovato altri corpi o sopravvissuti e neppure l’imbarcazione», hanno riferito funzionari libici. Fra i dispersi ci sarebbero stati immigrati provenienti da Somalia, Nigeria, Eritrea, aree curde della Siurias, da Algeria, Marocco, territori palestinesi e Tunisia. «Ero a bordo con altri 13 tunisini in mezzo ai 365 passeggeri – ha raccontato l’unico sopravvissuto – Tutti gli altri tunisini sono annegati».
Un quarto barcone con 350 persone a bordo, è rimasto in balia delle onde a causa di un’avaria, nei pressi di una piattaforma petrolifera. L’intervento di unità della marina libica e di un rimorchiatore italiano, l’Asso 22, ha permesso di salvarle, rimorchiando l’imbarcazione nel porto di Tripoli. «Non c’era uno spazio libero, ogni angolo era occupato da immigrati, sembrava una scena di quelle che si vedono soltanto in televisione». Il comandante del rimorchiatore italiano Asso 22, il capitano Francesco Barraco, ha raccontato la scena che gli si è presentata davanti agli occhi la notte tra sabato e domenica quando, su segnalazione delle autorità libiche, ha raggiunto la zona di mare dove il barcone con oltre 350 migranti a bordo era bloccato da un’avaria. Secondo il comandante del rimorchiatore, i migranti erano in buone condizioni. Il rimorchiatore appartiene a una società napoletana specializzata nel servizio di assistenza alle piattaforme petrolifere e in attività di esplorazione e produzione. «Eravamo in navigazione dalla piattaforma petrolifera a Tripoli – ha riferito Barraco – La guardia costiera libica ci ha chiesto di dirigerci in una zona dove c’era un barcone in avaria. Quando siamo arrivati sul posto sono saliti a bordo tre ufficiali libici e noi abbiamo rimorchiato il peschereccio fino al porto di Tripoli, dove siamo arrivati domenica alle 14».
Philippe Chauzy, portavoce dell’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) con sede a Ginevra, aveva dichiarato alla Reuters: «Sembra che tre imbarcazioni siano affondate al largo delle coste libiche. Questi barconi non hanno salvagente a bordo. Sembra che oltre 300 persone siano scomparse in mare», aveva riferito Chauzy all’agenzia Reuters. «Non erano a una distanza dalla costa che consentisse di raggiungerla a nuoto». Nel corso del weekend le segnalazioni sulle spedizioni di migranti dalle coste nordafricane si erano ripetute, in particolare in partenza dai porti della Libia. «Alcune persone hanno raggiunto l’Italia, altre sono state intercettate e riportate in Libia, altre sono ritenute disperse o morte», aveva detto il portavoce dell’Onu Jemini Pandya. «Non avremo mai un’idea esatta di quante persone fossero a bordo, in quanto non recupereremo mai tutti i corpi». L’Alto Commissario all’Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, ha definito la tragedia del mare «l’ultimo tragico esempio di un fenomeno globale in cui persone disperate prendono decisioni disperate per sfuggire ad un conflitto, alle persecuzioni e alla povertà, alla ricerca di una vita migliore». In settimana sono stati registrati due sbarchi e 244 persone sono approdate sulle coste della Sicilia, altre 219 hanno preso terra a Lampedusa. Nelle ultime ore altri 400 migranti sono sbarcati sulle coste della Sicilia Orientale. Il primo battello a Scoglitti (con 153 persone, tra le quali 29 donne), il secondo, una carretta del mare stracolma di 249 passeggeri, tra i quali 31 donne (tre incinte) e otto minori, a Portopalo di Capo Passero. Un giovane somalo è stato arrestato con l’accusa di essere lo scafista. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che «gli sbarchi termineranno il 15 maggio, quando entrerà in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste». Il segretario generale della Cei (Conferenza Episcopale italiana), Mariano Crociata, ha ribadito che «chi arriva sul suolo nazionale va accolto e accompagnato». A Lampedusa intanto sale la tensione: una ventina di persone ieri si sono allontanate dal centro di Identificazione e detenzione, ma sono state bloccate poche ore dopo dai carabinieri.
Renzo Parodi

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