Guerra delle tariffe, consumatori in piazza
Repubblica 1-04-09
l sindaco parla ai manifestanti. Ma un giovane le versa una bottiglia d´acqua in testa
Oltre 30 sigle chiedono più controlli sugli aumenti nei servizi
Nel mirino i rincari legati al petrolio: “Modifiche a senso unico, mai quando c´è un calo”
Finisce con un gavettone da mezzo litro sulla testa del sindaco, che – pur grondante – non perde le staffe: «Povero ragazzo, cosa volete che sia una doccia inaspettata a confronto con la realtà, pazzesca, di chi si ritrova in mezzo ad una strada. Il vero dramma è di quelli – e sono tanti, sempre di più – che perdono il lavoro». Finisce con un giovane dallo sguardo fisso come l´attentatore di John Lennon – nel suo curriculum, più modestamente, una doccia analoga all´assessore Bruno Pastorino, scambiato per il direttore del Secolo Lanfranco Vaccari – e con gli agenti della Digos che lo portano via a forza, mentre urla: «Adesso dovete occuparvi di me e dell´Enel che mi ha licenziato». E, modi e scelta delle vittime a parte, ha perfettamente ragione.
Del resto, che fosse una mattinata atipica, gli addetti ai lavori lo avevano già capito: quattordici organizzazioni dei consumatori più altre venti associazioni della società civile che, tutte assieme, manifestano sotto i balconi del prefetto, e solo a Genova, non si erano mai viste. E pochi erano i precedenti di un sindaco (con tanto di megafono) e dell´assessore competente (Alfonso Pittaluga) che portano ai manifestanti-consumatori la loro solidarietà. Già meno atipica è una Prefettura che “gira” immediatamente al ministro di riferimento (Claudio Scajola) le richieste dei consumatori: la delegazione, ricevuta dal braccio destro del Prefetto Anna Maria Cancellieri, Pasquale Gioffrè, era formata da Furio Truzzi, Stefano Salvetti, Carmela Minniti, Dino Galiazzo e numerosi altri, ed ha consegnato un elenco infinito di richieste.
Il gavettone alla Vincenzi interrompe un interessante dialogo fitto, davanti alla Prefettura, tra il sindaco e le diverse organizzazioni. Ai funzionari della Digos che si avvicinano per chiederle se vuole procedere legalmente contro il suo “attentatore” Marta Vincenzi risponde con un no secco: «Già la settimana scorsa mi aveva bloccato sulle scale di Tursi. “Sindaco, devo darle uno schiaffo, devo finire sui giornali”. Io sono scoppiata a ridere: ma se non c´è nemmeno un giornalista. E´ andato via. Pensare che l´ultimo gavettone me lo hanno fatto da ragazza, a 18 anni, dopo una partita di pallavolo». Prima dell´incidente, la Vincenzi stava dando ragione ai consumatori: «L´acqua deve rimanere pubblica e occorre una netta divisione tra gli impianti (che devono rimanere di tutti) e le società di gestione». Nel loro decalogo i consumatori avanzano una serie di proposte ragionevoli. «Gli aumenti, legati a quelli del petrolio, sono stati del 70 per cento – sostiene Furio Truzzi di Assoutenti – mentre le nuove riduzioni sono appena del 15 per cento. Uno scandalo. Come uno scandalo è la mancata abolizione del prelievo del canone di depurazione dove il servizio non viene fornito, in tutto o in parte. Noi chiediamo la restituzione delle somme non dovute».
Poi c´è il capitolo elettricità. Secondo Carmela Minniti di Federconsumatori “nella nuova offerta Enel non è tutto ore quello che luccica: per chi consuma all´anno meno di 1200 kwh la nuova proposta non è affatto conveniente e per chi consuma meno di 2700 kwh il consiglio è di scegliere quella da 1200».
Ancora, per quanto concerne il capitolo telefoni, le organizzazioni dei consumatori (affiancate dai sindacati, dall´organizzazione degli amministratori di condominio, dai movimenti ambientalisti) chiedono il divieto di chiamata per la vendita di servizi telefonici e un´autorizzazione scritta per la fornitura dei servizi a valore aggiunto.
L´elenco delle richieste genovesi verrà girato anche a Mr. Prezzi: in Prefettura si sono impegnati a far arrivare immediatamente a Roma tutte le singole richieste. Chissà se almeno quelle che non costano un euro verranno accolte.

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