Biotestamento, 3 su 4 per la libera scelta

1/4 – Corriere della Sera, di Renato Mannheimer

I cattolici. Anche tra i cattolici il 55% dice sì alla possibilità di fermare le cure e il 47% alla scelta di interrompere nutrizione e idratazione

La vicenda di Eluana Englaro ha fortemente coin­volto gli italiani. E li ha portati a prestare molta maggiore attenzione che in passato alla questio­ne del testamento biologico. Tanto che oggi il 51% del­la popolazione dichiara di «sapere di cosa si tratta». Con un incremento di ben il 22% rispetto a due anni fa, quando, in un analogo sondaggio, solo il 29% aveva af­fermato di essere al corrente del significato di testa­mento biologico. A costoro va affiancato quel 41% che riporta, comunque, di averne almeno «sentito parla­re ».
La diffusa consapevolezza della materia, nonostante la sua intrinseca complessità, è poi confermata dal fat­to che, nel momento in cui all’intervistato vengono sot­toposte varie definizioni di testamento biologico di cui solo una esatta, oltre il 70% è in grado di individuare correttamente di cosa si tratta.
Gli italiani risultano dunque adeguatamente infor­mati della questione. Ma cosa ne pensano? La maggio­ranza assoluta (60%) ritiene che sia necessaria una rego­lamentazione legislativa. Solo il 5% si dichiara contra­rio al varo di una legge: tra costoro si rileva una presen­za più accentuata di cattolici praticanti.
Ma una legge con quali contenuti? Tre italiani su quattro auspicano la possibilità di richiedere libera­mente, nel testamento biologico, l’interruzione delle cure qualora ci si trovasse in una situazione di coma irreversibile. Questa opinio­ne risulta più diffusa tra chi si dichiara laico, ma coinvolge anche il 55% – vale a dire la maggioranza assoluta – di chi si profes­sa credente e frequenta re­golarmente le funzioni reli­giose.
Anche sull’aspetto più spinoso del dibattito in cor­so – la possibilità di interrompere la nutrizione e l’idratazione nel caso di coma irreversibile – il 68% au­spica di poter decidere liberamente in merito nel testa­mento biologico. Ancora una volta, questo desiderio è espresso anche dalla gran parte dei cattolici praticanti: tra costoro il 47% è favorevole, il 24% contrario e ben il 29% dichiara di non riuscire a formarsi un’opinione precisa al riguardo.
Nell’insieme, emerge come il 68% degli italiani auspi­chi una piena libertà di scelta – comprese la nutrizio­ne e l’idratazione – nel testamento biologico.
Non deve sorprendere il fatto che la maggioranza as­soluta degli elettori – compresi quelli cattolici – assu­ma riguardo a questa questione una posizione esatta­mente opposta a quella sostenuta dal governo, malgra­do quest’ultimo continui a raccogliere il consenso di gran parte della stessa popolazione. Si verifica infatti spesso che su tematiche attinenti alla vita dei singoli, i cittadini assumano l’orientamento che sembra loro più corretto, anche indipendentemente dal proprio orientamento politico. E’ sovente accaduto così anche in passato, ad esempio in occasione del dibattito sul divorzio o sull’aborto. E’ un segno della deideologizaz­zione progressivamente in atto tra gli italiani. Che ha portato, in certe occasioni, anche a fenomeni di inten­sa mobilità elettorale.

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