RAZZISMO Un video ritrae l’aggressione a Abdul Guibre
31/3 – Il Manifesto, di g.sal.
Non sarebbe stata un’aggressione razzista a sangue freddo ma una mezza rissa finita male. Sei mesi dopo viene divulgato un video che documenta l’uccisione di Abdul Guibre, il ragazzo di 19 anni assassinato da due baristi al grido di «sporco negro». Le immagini sgranate di due telecamere di sicurezza inquadrano per 60 secondi la scena del delitto in via Zuretti. Si vedono i due baristi, Fabio Cristofoli (51 anni) e il figlio Daniele (31 anni), uscire dal furgone con cui avevano seguito Abba e gli amici. I baristi sono armati con bastoni. I ragazzi scappano, poi si fermano, gli lanciano contro un oggetto, i Cristofoli alzano le mazze pronti a colpire. A quel punto tutti escono dal campo delle telecamere proprio pochi secondi prima del colpo mortale.
Il video è stato rilanciato dalla trasmissione di Canale 5 «Mattina 5» con in studio la moglie di Fausto e l’avvocato della famiglia, Elisabetta Radici. Per loro dimostrerebbe che è stata una disgrazia. Dal punto di vista processuale quelle immagini non sono determinanti. Lo ammette lo stesso avvocato Radici. «Questo processo ha già un colpevole reo confesso accusato di omicidio volontario con l’aggravante di futili motivi, tutt’al più il video potrebbe mitigare le pene. Inoltre siamo in contatto con gli avvocati della famiglia Guibre per pattuire un risarcimento». Mirco Mazzali, avvocato della famiglia di Abba, conferma l’esistenza di una trattativa.
Il video viene rilanciato dai media di destra per smontare la tesi dell’assassinio di stampo razzista. Di fatto, però, conferma, la sostanza di una vicenda che per la prima volta ha portato in piazza, accanto alla città antirazzista, i ragazzi delle seconde generazioni. I Cristofoli hanno confessato di aver gridato «sporchi negri». E quelle immagini dimostrano che erano armati di bastoni, inseguivano ragazzi neri disarmati che hanno solo cercato per pochi secondi di abbozzare una difesa, purtroppo inutile.
La prima udienza del processo con rito abbreviato è fissata per il 20 aprile. La famiglia Guibre non ha voluto commentare il video, si è solo limitata a chiedere giustizia.

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