Omofobia, è allarme “Nell´Unione europea troppa intolleranza”
Repubblica 31/03/09
Meno discriminazioni tra gli scandinavi
Omofobia, è allarme “Nell´Unione europea troppa intolleranza”
E in Italia solo uno su tre per i matrimoni gay
Nel nostro Paese poco graditi anche come vicini di casa. Carfagna: “Più educazione civica”
CATERINA PASOLINI
ROMA – Vita difficile per gay e lesbiche in Europa, tra diritti negati e soprusi vissuti in silenzio. A raccontare la realtà quotidiana nelle diverse nazioni tra leggi contro l´omofobia spesso ancora da approvare, manifestazioni vietate, rapporti d´amore riconosciuti legalmente e aggressioni violente, è una ricerca voluta dal Parlamento europeo che verrà presentata oggi.
Un lavoro che denuncia come la parità dei diritti sia ancora un sogno, come ci sia ancora molto da fare nella Ue contro la discriminazione sessuale. «Contro la ventata di omofobia il parlamento europeo sta lavorando ad una direttiva che inviti tutti i paesi ad approvare leggi in materia», dice Gianni Pittella capogruppo Ds nel Pse. Perché la realtà fotografata parla ancora di omosessuali vessati a scuola, vittime di mobbing sul lavoro, costretti spesso ad essere «invisibili» per non perdere il posto o ritrovarsi aggrediti. E questo in tutti i paesi, anche se leggi e atteggiamenti variano. Così i gay sono sopportati con difficoltà da alcuni vicini di casa – soprattutto nelle nazioni dell´Est o in Italia – e accettati invece senza problemi da altri – nord Europa, Francia e Spagna – dove la maggioranza non farebbe una piega davanti a matrimoni tra persone dello stesso sesso. Se infatti in Olanda l´82 % degli abitanti è favorevole ai matrimoni tra gay o lesbiche, in Romania lo è solo 11 % , in Italia il 31 % mentre il 24 dei nostri connazionali è disponibile a pensare che gli omosessuali possano adottare. Dato che crolla in Polonia dove l´ipotesi è presa in considerazione solo da 7%.
Un´Europa tagliata idealmente di traverso, con i paesi dell´ex blocco sovietico omofobi e le nazioni del nord Europa, oltre a Olanda, Francia, Inghilterra e Spagna più ricettive verso leggi che garantiscano pari diritti senza distinzione. Una linea che separa anche per età, sesso: così risultano avere un atteggiamento negativo contro i gay più gli anziani dei giovani, più gli uomini delle donne, più chi ha poco studiato rispetto ai diplomati. «Persino nella cattolica Polonia discutono di una legge sulle unioni civili… Il problema da noi è che la classe politica non è in sintonia col resto del paese, il paese è più avanti di loro su questi temi. Speriamo che l´Europa ci aiuti», dice Mancuso dell´Arci gay. Visto che in altre nazioni il riconoscimento dei diritti è realtà. Come in Spagna, dove i matrimoni gay sono stati riconosciuti, o i 13 paesi dove l´omofobia è un reato o almeno un´aggravante. Lavoro ancora tutto da fare in altri 13 stati, quasi tutti dell´est – dalla Slovacchia all´Ungheria – oltre a Grecia e l´Italia dove il vecchio governo non riuscì a far passare una legge in materia.
«Spetta al Parlamento fare una legge sull´omofobia», dice il ministro Carfagna che ai suoi esordi al dicastero provocò polemiche affermando che i gay non erano discriminati. «Ora la proposta è calendarizzata in commissione Giustizia alla Camera e il delicato compito di portarla avanti come relatrice è affidato alla deputata del Pd Paola Concia. Io, per quanto mi riguarda, non posso che rimettermi alle decisioni che verranno assunte in quella sede. Convinta che la discriminazione sessuale vada contrastata innanzitutto con la forza dell´educazione civica e il rispetto».

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI