Nuova strage del mare, dispersi 200 immigrati

Repubblica 31/03/09

Naufragio al largo della Libia. Ventun morti accertati, in salvo 357 clandestini. Tutti diretti in Italia

Intanto oltre 400 extracomunitari sono approdati ieri sulle coste della Sicilia orientale
ALESSANDRA ZINITI
PALERMO – Erano partiti in centinaia, a poche ore di distanza gli uni dagli altri. Il solito sogno, la solita rotta, dalle coste della Libia destinazione Lampedusa. Ma il viaggio questa volta era proibitivo, per le condizioni del mare, impossibile da affrontare su quelle carrette. È un altro naufragio dalle proporzioni che potrebbero essere tragiche quello avvenuto al largo delle coste libiche: i cadaveri fino ad ora recuperati sono 21, ma erano partiti in 257 e i superstiti tratti in salvo sono solo una ventina. Degli altri duecento che mancano all´appello non c´è traccia, l´unica flebile speranza alla quale si aggrappano i familiari dei clandestini salpati dalla Libia è che possano essere ancora in navigazione a bordo di qualche altra carretta del mare perché, secondo le prime confuse testimonianze, il gruppo dei 257 non era tutto a bordo del peschereccio affondato ma si era diviso in altre due barche delle quali non si sa più nulla. Imbarcazioni altre rispetto a quella su cui erano stipati altri 350 clandestini salvati da una nave italiana in un punto poco distante delle coste libiche, come annunciato dallo stesso governo di Tripoli.
La notizia dell´ennesima tragedia del mare è stata data ieri sera al Cairo dal ministro aggiunto degli Esteri per gli affari consolari Ahmed Rizk, subito informato perché almeno sei dei clandestini tratti in salvo sono egiziani, ed egiziani sono certamente anche una decina di quelli ripescati ormai senza vita.
Dalla tragica testimonianza dei superstiti le autorità egiziane e quelle libiche sono riuscite solo in parte a ricostruire quanto avvenuto: i clandestini si erano imbarcati all´alba di domenica nella località libica di Sid Belal Janzur, non lontano da Tripoli, e dopo circa tre ore di navigazione il peschereccio è affondato, forse per un cedimento strutturale. Ad intervenire è stata la Guardia costiera libica che ha recuperato 21 cadaveri e messo in salvo 23 clandestini. Il ministro dell´interno libico ha così ricostruito il naufragio: «Tre imbarcazioni sono partite ieri da Sidi Belal trasportando in tutto 257 persone. Una è affondata ma ignoriamo se le altre due siano arrivate o meno a destinazione».
Certamente le barche che adesso si cercano con pattugliamenti nel Canale di Sicilia non possono essere quelle che proprio ieri hanno portato in Sicilia oltre 400 extracomunitari, oltre i 222 sbarcati a Lampedusa. Sbarchi che, ha assicurato il ministro dell´Interno Roberto Maroni, «termineranno il 15 maggio prossimo, quando entrerà in vigore l´accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste».
Il primo barcone si è arenato nella serata di ieri sulla spiaggia di Scoglitti, una frazione di Vittoria, in provincia di Ragusa. A bordo c´erano 153 immigrati, tra cui 29 donne, che dopo le procedure di identificazione sono stati portati nella palestra comunale di Pozzallo. Una carretta di circa 20 metri con a bordo 249 persone, tra le quali 31 donne – tre incinte – e otto minori, è approdata invece all´alba a Portopalo di Capo Passero, nel siracusano.
Intanto a Lampedusa si registra una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione: una ventina di migranti sono riusciti ad allontanarsi dal Centro, prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri. Due di loro, sorpresi a rubare all´interno di alcune villette disabitate, sono stati arrestati; altri cinque sono stati denunciati per violazione di domicilio.

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