Maddalena, il degrado sale sul palcoscenico
Secolo XIX 31/03/2009
Teatro altrove
Esaminata l’esperienza delle “Régie de quartier”, agenzie di riqualificazione attive in Francia, e i risultati raggiunti al Cep di Pra’
«NOI della Maddalena ci sentiamo come i ratti: scappiamo fuori e ci rifugiamo subito dopo nella nostra tana. Qui non ci sono spazi di aggregazione, luoghi di incontro degni di questo nome, a parte le opportunità di integrazione e dialogo che offre la scuola».
Paola Montano, portavoce dell’associazione “Sestiere della Maddalena”, ieri al Teatro Altrove di piazzetta Cambiaso, ha raccontato il suo sogno a due operatori francesi giunti nel cuore dei vicoli per raccontare la loro esperienza di lotta al degrado urbano. Il sogno di un centro polifunzionale – “L’araba fenice” – al quale possano avere libero accesso «gruppi di cittadini, giovani artisti, anziani». «Noi, comunque, da qui non ce ne andiamo – ha concluso Montano – Sono gli altri a doversene andare». Gli “altri” sono gli spacciatori, le prostitute, i piccoli delinquenti che affollano la Maddalena. Come affrontare l’emergenza?
Ieri – nel corso del convegno al Teatro Altrove moderato da Claudio Oliva, direttore del Job Centre e coordinatore del Patto per lo sviluppo della Maddalena – si è esaminata l’esperienza delle “Régie de quartier”, agenzie private di riqualificazione economica e sociale attive nelle grandi periferie francesi. Agenzie che creano occasioni di lavoro coinvolgendo, spesso, nelle piccole manutenzioni gli stessi residenti. «Il Cep era il Bronx di Genova, oggi è diventato una risorsa e un modello di integrazione con la comunità islamica -, ha detto Carlo Besana, presidente del consorzio Pianacci – Segno che i progetti nati dal basso, tra la gente, possono funzionare molto bene». Gianni Crivello, presidente del municipio Valpolcevera, ha parlato del quartiere Diamante, a Begato: «Il Diamante resterà un quartiere difficile se si continuerà a concentrare lì tutto il disagio della città. È urgente una “normalizzazione” della zona attraverso incentivi, anche economici, per indurre le famiglie a scegliere di abitare lassù». Elisabetta Corda, assessore alle Manutenzioni del Comune, ha fatto autocritica: «Oggi non facciamo ancora bene il nostro mestiere di manutentori degli spazi pubblici. Ma stiamo lavorando per conquistare la fiducia dei cittadini».

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