Cultura del Mediterraneo, approdo di donne
Repubblica 31/03/09
Il primo appuntamento con l´intellettuale turca Nilufer Gole, docente alla Sorbona, oggi per discutere di diversità e identità
Un cartellone di incontri declinato al femminile: voci, immagini tra Europa e Africa, per conoscere e capire le grandi trasformazioni
RAFFAELE NIRI
È successo qualcosa, in questa città, e per ora se ne sono accorti in pochi. Eppure i numeri – pesantissimi – sono lì, sotto agli occhi di tutti, a confermarlo. Quarantamila persone, da metà maggio ad oggi, hanno partecipato a conferenze a Palazzo Ducale. Centosessantasettemila persone hanno visitato mostre, hanno partecipato ad incontri, hanno seguito dibattiti nel palazzo della cultura. Cifre che, semplicemente, raddoppiano di anno in anno. È voglia di conoscenza, è spazio di discussione, è la nuova formula che funziona, un po´ di Neri Marcoré e un po´ della filosofa tedesca dal nome non pronunciabile? «È un po´ di tutto questo – conferma Luca Borzani, presidente della Fondazione Cultura Palazzo Ducale – Ognuno trova un accesso in base alle proprie esperienze, basta non riproporre la televisione fuori dalla televisione. In giro c´è tanta voglia di capire: abbiamo provato a chiamare, man mano, personaggi internazionali che sappiano leggere i mutamenti, anche traumatici, che connotano il nostro tempo. Uno sguardo indispensabile per guardare al futuro».
L´ultimo successo del Ducale si chiama “Mediterranea” ed è declinato principalmente al femminile e non c´è da stupirsi: sono quasi sempre le donne a capire, per prime, i mutamenti di una società. Oggi pomeriggio, per esempio, toccherà a Nilufer Gole, docente di sociologia a Parigi e considerata tra i maggiori intellettuali turchi, parlare (17,45, Sala del Minor Consiglio) di “Diversità e identità”. Gli studi della Gole riguardano in particolare i rapporti tra Islam e mondo occidentale e la critica ai processi di omologazione culturale: evidentemente uno dei temi sul tappeto – oggi, a Genova – e tema chiave di «Mediterranea, voci tra le sponde». Le definizioni di Fernand Braudel – Mediterraneo come “mille cose insieme”, non un mare ma un “susseguirsi di mari”, una “serie di civiltà accatastate le une sulle altre” – calzano a pennello. Come spiega Borzani, «Mediterranea si propone di fare emergere le voci, i suoni e le immagini, soffermandosi sui legami e le contaminazioni, ma anche sui conflitti e le chiusure. Il Mediterraneo all´inizio del nuovo millennio raccontato da scrittori, sociologi, filosofi provenienti dalla Turchia, dal Libano, dai Balcani, dal Marocco, dalla Francia, dalla Spagna, dall´Italia, dalla Siria con l´obiettivo di far crescere la conoscenza, far circolare idee, ridurre gli spazi ai pregiudizi e ai luoghi comuni».
Ed ecco, dopo l´appuntamento odierno con la Gole, altri due incontri al femminile, il 7 e il 16 aprile. Prima toccherà ancora ad una docente di origine turca, Seyla Benhabib, che oggi insegna Teoria politica ad Harvard ed ha insegnato a Francoforte, Costanza, Boston: l´anno scorso, per il Mulino, è uscito in italiano il suo “Cittadini globali. Cosmopolitismo e democrazia”. La settimana successiva toccherà ad una affascinante attrice libanese che vive a Parigi, Darina Al-Joundi, che presenterà “Il lato vitale dell´orrore”: gli amanti del teatro – quindi i “non televisivi” – la conoscono per il monologo “Quando Nina Simone ha smesso di cantare”, uscito quest´anno per Einaudi. Poi, tra maggio e giugno, altri sei appuntamenti di Mediterranea: da Youssef Coirbage a Muhammad Barrada, da Farouk Mardam-Bey a Vincenzo Consolo e Franco Cassano, da Michel Peraldi a Fatima Mernissi. E, ancora, seminari e spettacoli. Da non perdere quello del 30 aprile con Evelina Meghnagi e l´Ashira Ensemble: arabo, ebraico, spagnolo, greco, turco, italiano, un intreccio di lingue e di strumenti. Che si parlano da sponda a sponda. Ovviamente, a Palazzo Ducale.

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