Crisi, la ricetta di Berneschi “Tre grandi opere per ripartire”

Repubblica 31/03/09

Il presidente Carige: ossigeno alla città da gronda, valico ed Erzelli

“L´accordo in porto è positivo, le regole andavano costruite e Merlo si sta dando da fare pur fra mille problemi”
“Non abbiamo ruolo nel Carlo Felice, la banca finanzia gli imprenditori e tutela il risparmio”
ENRICO PEDEMONTE
Mentre decine di banche nel mondo rischiano la chiusura, giovedì scorso Giovanni Berneschi, presidente di Carige, ha annunciato profitti per 205 milioni di euro. Eppure si dice «preoccupato». I venti di crisi che spirano dall´Atlantico hanno ormai investito anche la nostra regione, il presidente di Confindustria stila il bollettino dei cassintegrati che aumentano ogni giorno, e Berneschi, nel corso di una lunga intervista nel suo ufficio genovese, manifesta i suoi dubbi sulla tenuta dell´economia ligure.
Presidente Berneschi, com´è la crisi vista dalla Carige?
«Quando le cose vanno male i consumatori risparmiano di più, e in una banca come la nostra i depositi aumentano di diversi milioni al giorno. Quindi non siamo preoccupati per noi, ma per gli stessi risparmiatori».
Perché?
«La crisi è solo all´inizio. Un paio di mesi fa pensavo sarebbe durata un paio d´anni. Ora credo che forse durerà meno. Perché in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per aiutare le aziende in crisi stanno stampando denaro. Questo forse abbrevierà la crisi. Ma poi arriverà l´inflazione che inflazionerà anche i risparmi. Alla fine saranno ancora una volta i più deboli, a essere danneggiati».
Che consigli offre?
«Investire in prodotti legati all´inflazione. Lo Stato ha emesso dei Bot di questo tipo. Noi da parte nostra cerchiamo di non far mancare il credito».
Userete i Tremonti Bond?
«Siamo in stand by».
Cosa significa?
«Se possiamo non li prendiamo. Cerchiamo di farne a meno. Ma siccome siamo genovesi, non si sa mai…».
E per lottare contro la disoccupazione crescente?
«Ci sono tre grandi cantieri che bisogna far partire al più presto: il terzo valico, la Gronda e gli Erzelli».
Partiamo dal terzo.
«Il cantiere degli Erzelli è ormai stato sbloccato. A giorni sarà annunciata la data dell´apertura dei cantieri, che partiranno prima del 30 aprile. Sarà un´opera da 440 mila metri quadrati, i lavori dureranno cinque o sei anni, un´impresa da un miliardo e mezzo. E la copertura finanziaria c´è».
Ci sono ancora problemi con l´università, e perplessità per le strade di accesso.
«No, i soldi ci sono e l´università firmerà. Siamo ovviamente obbligati a fare le opere di urbanizzazione. Il sindaco ci sta lavorando. Finalmente ci sarà integrazione tra la facoltà di Ingegneria e le aziende. E la conseguenza futura di ciò sarà il Politecnico».
Molti contestano gli Erzelli affermando che a Genova ci sono già troppe aree vuote.
«Sono vuote perché sono troppo care. C´è un problema di licenze e di speculazione. I prezzi sono troppo alti e questo perché la città è chiusa. Costruire il Terzo Valico consentirà di arrivare a Milano in 40 minuti e di aprire la città verso l´Europa. I nuovi collegamenti creeranno concorrenza e i prezzi scenderanno. Quando una città è chiusa i prezzi salgono. Il terzo valico funzionerà da calmiere. E darà fiato a Genova, che è come un lago dove i pesci muoiono perché manca l´ossigeno. Bisogna aprirsi, attrarre imprenditori come Pino Rasero, che costruirà gli Erzelli e a Sestri Ponente ha creato una Marina che avrà un indotto da cinquemila posti di lavoro».
La sento fiducioso sul il terzo valico.
«È un´opera determinante e deve partire per forza. Berlusconi non può giocarsi il nome. Andare a Milano in 30-40 minuti cambierà la faccia della città. Spingerà molta gente e molte aziende a trasferirsi a Genova. A Milano la nostra azienda ha dipendenti che vivono sui laghi a un´ora e mezza di distanza. Lei preferirebbe stare a Genova o dove la nebbia si taglia con il coltello? Gli Erzelli e il terzo valico saranno uno scossone salutare. Questa città è soffocata da se stessa».
L´accordo in porto è un segno positivo?
«Sì. Le regole andavano costruite. Merlo si sta dando da fare pur in mezzo a mille difficoltà».
Darete una mano al Carlo Felice in crisi?
«Non abbiamo ruolo nel Carlo Felice. Il ruolo della banca è finanziare gli imprenditori e tutelare i risparmiatori».
Un altro punto di sofferenza è la Fiera del mare.
«All´inizio il sindaco mi sembrava orientata a una vera privatizzazione. Poi è stata distratta da altri impegni, ma mi pare che ci siano ancora le condizioni per farla. Quando ci saranno i collegamenti veloci sarà più facile operare sulla governance della Fiera».
Anche l´aeroporto va privatizzato.
«Sono dieci anni che lo sento dire. Per ora sono stati discorsi. Vedremo».
La compagnia unica ha problemi di bilancio… Le darete una mano?
«Siamo tesorieri della Culmv, faremo tutto quello che sarà necessario. Credo che siano su una buona strada. Merlo sta facendo le cose giuste».
Uno dei punti di sofferenza della Carige sono le assicurazioni. Le avete sistemate?
«Dal 2009 dovranno generare profitti. Confidiamo negli utili delle assicurazioni per fare un consolidato decente nel 2009».

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