Isolone, la partenza è già un flop

Repubblica 30-03-09

Cancellata la zona pedonale della domenica. Bike-sharing, niente percorso protetto

Il bike sharing a Genova parte con un flop. L´annunciato “isolone” nelle strade del Centro per domenica 5 aprile non ci sarà, ma non solo: chi, da lunedì 6, deciderà di utilizzare le “due ruote” a pedalata assistita, spinto dalle roboanti intenzioni espresse da Tursi, si troverà di fronte a ostacoli e pericoli finora sottovalutati. Andiamo per ordine. La “sfida” sui pedali fra amministratori di centrosinistra e di centrodestra, atteso viatico alla nuova forma di “mobilità sostenibile”, invece che vedere Farello, Musso & C. andare su e giù per via XX settembre, si limiterà a un percorso ad anello lungo strade già pedonalizzate della città vecchia. Il Centro non verrà chiuso perché non è stato raggiunto un accordo tra Palazzo Tursi e i commercianti, disposti ad assicurare l´apertura domenicale dei negozi solo contemporaneamente a iniziative di animazione tali da richiamare gente nel cuore della città. Quando l´assessore al commercio, Tiezzi, gli ha confermato che domenica prossima il Centro sarà aperto regolarmente al traffico, l´attonito vicesindaco Pissarello s´è ricordato di quanto aveva annunciato venerdì 20 marzo in sede di lancio del bike sharing: “A quello di aprile seguiranno altri tre “isoloni”, in pratica uno al mese”. Un´affermazione che ora appare davvero azzardata: il rischio che saltino gli ulteriori appuntamenti legati alla pedonalizzazione parziale del Centro appare alto. Domenica 5 aprile, dunque, i partecipanti alla gara dimostrativa con le bici semielettriche (a pedalata assistita da un piccolo motore) seguiranno un tracciato circolare da piazza De Ferrari passando per via Garibaldi, Via Lomellini, Caricamento e via San Lorenzo.
Dal giorno dopo il problema più grave: parte il “bike sharing” ma non ci sono piste ciclabili degne di questo nome. A oggi i ciclisti hanno garantito un percorso privo di pericoli solo in via San Vincenzo, via San Lorenzo e zona Porto Antico. La carenza più grave riguarda la zona centrale: chi, partendo dal Ponte Monumentale, vorrà raggiungere via San Lorenzo, dovrà obbligatoriamente percorrere qualche decina di metri in discesa per via XX settembre, svoltare in via Maragliano, girare a destra, risalire la Galleria Colombo e passare per piazza e via Dante fino a via Petrarca. Questo perché, anche se Enrico Musso dichiara di farlo tutte le mattine, risalire via XX settembre non solo è vietato (il transito è riservato ai mezzi pubblici) ma anche pericoloso. Immaginatevi, col via al progetto Mobì, cosa significherebbe un transito promiscuo di biciclette, autobus e filobus: altissimo rischio di incidenti. Paradossalmente l´altro itinerario, obbligato, è altrettanto pericoloso: non solo per il passaggio in galleria (inquinamento a parte) ma soprattutto per l´attraversamento dell´incrocio via Fieschi-piazza Dante, costantemente intasato. E allora? L´uovo di Colombo è costituito dalla realizzazione di una pista ciclabile, a doppio senso, al posto della corsia discendente per i veicoli privati di via XX settembre, fra il Ponte Monumentale e De Ferrari. Tutte le simulazioni dell´Ufficio Traffico hanno dimostrato come il flusso veicolare possa tranquillamente essere deviato lungo via Dante e la Galleria Colombo. Al Matitone si sta già preparando l´ordinanza in merito: accelerarla senza ascoltare scontate quanto assurde lagnanze sarebbe importantissimo, considerata la scadenza imminente del via al bike sharing.

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