UNIVERSITÀ: TENSIONE A NAPOLI, SCONTRI DESTRA-SINISTRA/ANSA

Secolo XIX 27/03/09

NAPOLI. La corda è tornata tesa: scontri possono scoppiare in qualsiasi momento. Questo l’allarme lanciato ieri dalla Digos di Napoli, dove l’ambiente dell’Università sembra essere tornato agli anni `70, con l’inasprimento della conflittualità tra gli studenti di destra e sinistra.
Dopo gli scontri tra studenti dell’Onda e quelli del Blocco Studentesco dei giorni scorsi, ieri i due schieramenti sono tornati a fronteggiarsi nei pressi della stazione rendendo necessario l’intervento della polizia, con un agente costretto a sparare in aria per disperdere gli universitari.
L’allarme era stato lanciato già a livello nazionale il 10 marzo scorso dai servizi che avevano parlato, nella relazione 2008 consegnata al Parlamento, della crescente conflittualità politica tra estremisti dovuta al «maggior protagonismo politico acquisito dalla destra radicale su tematiche movimentiste, tradizionale monopolio della sinistra». Un allarme che trova conferma a Napoli dove, secondo fonti della Digos, gli studenti di estrema destra si sono ricompattati e agiscono in maniera organizzata attraverso il Blocco Studentesco, come non si vedeva da anni. Ed è quindi tornata anche all’Università Federico II la tensione che a Roma era sfociata lo scorso ottobre negli scontri di Piazza Navona.
Proprio da quegli scontri è nato l’episodio di ieri: il Blocco Studentesco aveva infatti chiesto e ottenuto di proiettare all’università un video sugli scontri di Piazza Navona. La proiezione era stata poi rimandata, ma ieri mattina, secondo la ricostruzione della Digos, universitari di estrema sinistra, circa un centinaio, si erano preparati a sbarrare l’accesso all’università a quelli di estrema destra, una quarantina. I due gruppi si sono fronteggiati a distanza poi i membri del Blocco si sono allontanati. Un’auto della polizia li ha seguiti fino alla stazione, dove c’era però ad aspettarli un gruppo di circa 40 universitari di estrema sinistra ed è scattata la caccia all’uomo, che ha costretto l’agente a sparare in aria.
«È necessario – spiega il capo della Digos napoletana, Antonio Sbordone – stemperare questo clima di intolleranza. Ci vuole un richiamo a tutte le parti alla ragionevolezza e al superamento di vecchie contrapposizioni».

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