Piano: «Débat giusto, ma si decida»
Secolo XIX 27/03/2009
gronda, il parere dell’architetto
«Poche città al mondo scelgono il confronto pubblico sulle grandi opere, ma dove accade nascono progetti migliori»
«POCHE CITTÀ al mondo scelgono di sottoporre a public inquiry le grandi opere che ne cambieranno il volto. Ma laddove lo si fa, nascono progetti migliori. Certo che però, alla fine, bisogna evitare di rinunciare a decidere». Renzo Piano difende il progetto della Gronda autostradale di Ponente e la procedura del dibattito pubblico sull’infrastruttura scelto dal sindaco di Genova Marta Vincenzi per informare i cittadini e condividere il tracciato tra cinque possibili soluzioni. Piano è intervenuto ieri mattina in teleconferenza all’incontro fra il sindaco Vincenzi e l’architetto Richard Burdett, responsabile dell’Urban Lab, con la stampa. «Sono convinto che la discussione e il confronto possono migliorare il progetto della Gronda e aiutare a capire quale scelta fare – ha sottolineato Piano – così come è importante arrivare ad una decisione in tempi certi». Una responsabilità che spetta alle istituzioni. «Ascoltare punti di vista diversi anche contradditori non vuol dire fare tutto ciò che chiedono le persone – ha concluso l’architetto – ma consente di fare la scelta migliore». Piano ha portato l’esempio della torre a London Bridge per la quale è stato aperto il cantiere dopo un anno mezzo di dibattito pubblico. «Anche per il progetto del nuovo ponte sul Tamigi si sta procedendo – ha detto Burdett – questo aspetto pragmatico è una cosa che nel mondo anglosassone è quasi scontato. Questo dibattito può durare diversi anni. Per l’aeroporto di Londra è durato circa 15 anni». «È giusto però che ci sia una data dove si tirano le somme e si decida», ha concluso Piano.

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