Le detenute africane imparano a produrre formaggi
Redattore sociale 26/03/09
Accade al carcere Pagliarelli di Palermo: 7 recluse originarie di Ghana e Tunisia seguiranno le istruzioni dei docenti dell’istituto zooprofilattico. L’obiettivo: creare presto un’azienda
PALERMO – Al Carcere Pagliarelli di Palermo sette detenute africane impareranno un mestiere: produrranno formaggi seguendo le istruzioni dei docenti dell’istituto zooprofilattico. L’attività è promossa dal Rotary club area Panormus. Le donne sono originarie del Ghana e della Tunisia. Sono detenute per spaccio e reati contro la persona e devono scontare ancora da cinque a sei anni di pena. Il direttore sanitario dell’istituto zooprofilattico Santo Caracappa ha promesso l’arrivo di pecore e capre per il pascolo nel prato che circonda l’istituto penitenziario. La direttrice del carcere Pagliarelli Laura Brancato si augura che all’interno dell’istituto di pena possa nascere presto “un’azienda anche per la produzione di formaggi con i detenuti più bravi”.
“Con il marchio ‘l’errore’ abbiamo già la produzione di miele, oggetti in pelle, vino da imbottigliare – dice – . Tutto rientra nel doppio scopo di insegnare un mestiere a quelli che tornano in Africa, dove il latte come materia prima è presente, trasmettendo il concetto di lavoro, produzione e guadagno e quindi di rientro nei canoni del sociale”. Al Pagliarelli i reclusi sono 1.200, mentre i posti sono 750 posti. “La situazione è difficile come negli altri istituti di pena siciliani – dice il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Orazio Faramo -. Mi auguro che da quest’attività le detenute possano davvero trarre dei benefici”. Il garante per la tutela dei diritti dei detenuti Lino Buscami parla di un “recluso che si firma “Fontana Giuseppe anarchico prigioniero di stato” che ha convinto altri detenuti a fare domanda per i fondi della legge regionale che finanzia con 25 mila euro l’acquisto di attrezzature per lavorare in carcere. (set)

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