Il Senato affonda il testamento biologico “Non sarà più vincolante per i medici”

Repubblica 27-03-09

Il voto
Stravolto il testo in aula, dissidenti nei due poli
La maggioranza vota con l´Udc. Protesta il Pd: “Una presa in giro per i cittadini”
Esultano Radio Vaticana e Avvenire: il governo mantiene la promessa

ROMA – Sarà possibile depositare dal medico la propria dichiarazione anticipata di volontà. In cui lasciare a futura memoria le disposizioni sul trattamento sanitario in caso di incoscienza. Ma i sanitari non saranno tenuti a rispettarle. L´ultimo giro di vite alla legge più discussa e delicata di questo anno di legislatura, matura nel giorno dell´approvazione al Senato: passa l´emendamento targato Udc con cui si precisa che la dichiarazione (Dat) non sarà vincolante. Per il resto, il ddl che porta il nome del relatore del Pdl Calabrò diventa legge senza colpi di scena. La vota tutta la maggioranza col sostegno dei centristi di Casini, 150 favorevoli, votano contro Pd e Italia dei valori, 123 contrari. E tre astenuti.
La maggioranza tiene e alle 18,30, in diretta tv, si scioglie in un plauso liberatorio. L´opposizione protesta e ventila il ricorso al referendum, adesso il testo passa alla Camera. «Una finzione», ecco in cosa si è risolto il testamento biologico secondo la capogruppo Pd Anna Finocchiaro. «Avete raccontato agli italiani che questa era una legge per poter scrivere il proprio testamento, ora invece dite che non conta più niente. Il contrasto con la Costituzione (che riconosce il diritto all´autodeterminazione, ndr) è solare e il ricorso ai giudici e alla Consulta sarà inevitabile». Enzo Bianco si spinge oltre e parla già di referendum. Come fanno d´altronde i parlamentari dipietristi, che si sono presentati davanti alle telecamere con al collo cartelli con la scritta «testamento ideologico», «testamento bioillogico». Per Ignazio Marino l´ultima stretta che rende facoltativa la dichiarazione è «il bacio della morte» a una legge «ormai carta straccia». Fuori, a Piazza Navona, nelle stesse ore in cui l´aula approvava il testo, protestano e si fanno sentire Nichi Vendola, Grazia Francescato e gli altri di “Sinistra e libertà” riuniti in sit-in.
Nel Pd, alla fine, alla prova del voto si distinguono dopo un lungo dibattito interno solo in due: i cattolici Emanuela Baio e Claudio Gustavino votano a favore. Luigi Lusi non partecipa al voto. I dissidenti saranno molto più numerosi nel Pdl, sebbene ininfluenti: sette. Si alza e dichiara a sorpresa il suo no l´ex presidente del Senato Marcello Pera, con un lungo e appassionato discorso che lo colloca assai lontano dal Pera «ateo devoto» degli anni scorsi. Già annunciato il dissenso di Antonio Paravia e Ferruccio Saro, amico di Beppino Englaro. Con loro Maurizio Saia. Lucio Malan con Barbara Contini e Riccardo Conti si astengono. Si è assentato del tutto Beppe Pisanu. Come sull´altro fronte ha preferito non rendersi «partecipe» l´oncologo e senatore Pd Umberto Veronesi. Francesco Rutelli risultava impegnato altrove.
L´ultima delle tre giornate di esame dei nove articoli si accende in mattina proprio sull´emendamento relativo alla dichiarazione anticipata. La norma varata dalla commissione Sanità del Senato ne sanciva l´obbligatorietà per il medico. Ebbene, con la modifica all´articolo 4 proposta da Antonio Fosson, Udc, e approvata dalla maggioranza con 136 voti, non lo sarà più. «Non abbiamo voluto rendere questa legge soggetta a interpretazioni, vogliamo lasciare al medico un margine per intervenire» spiega per il Pdl Gaetano Quagliariello. Ma viene pure ridimensionato e di molto il ruolo del fiduciario. Scompaiono infatti i riferimenti al suo diritto di far rispettare la volontà del paziente. La validità della Dat resta invece di 5 anni. Soddisfatto il presidente Schifani, «abbiamo adempiuto un obbligo» assunto dopo il caso Eluana. Ma ancor più soddisfatte appaiono ora le gerarchie cattoliche. «Il governo e il centrodestra hanno realizzato quanto promesso» esulta il sito del quotidiano Avvenire. Lo stesso fa Radio Vaticana perché «è fallito il disegno di chi voleva introdurre l´eutanasia».

I commenti sono chiusi.