Stranieri a scuola, la beffa dei corsi perduti
Repubblica 26-03-09
Nove progetti finanziati dalla Ue, ma i soldi arrivano fuori tempo massimo
Cinquantamila euro non utilizzabili, perché il governo li ha sbloccati solo ora
Da maggio a ottobre impossibile realizzare queste iniziative destinate all´integrazione
PRENDETE nove progetti destinati all´integrazione degli extracomunitari genovesi, progetti che passano quasi tutti attraverso la scuola e che in alcuni casi coinvolgono l´università. Considerate che per ognuno di questi piani, puntuali ed efficaci, l´Europa ha messo a disposizione cinquantamila euro e non vede l´ora di allargare i cordoni della borsa. Bene. Adesso buttate via tutto nel cestino della carta straccia. Perché i tempi italiani non sono quelli europei, e il ministero dell´Interno ha comunicato la disponibilità dei fondi con colpevole ritardo. Perché con questo percorso rallentato, il denaro non potrà essere messo a disposizione prima di maggio, ovvero poco prima che la maggior parte delle scuole chiuda i battenti. Perché i progetti dovranno comunque esaurirsi entro il mese di ottobre, ed in un lasso di tempo così breve sarà impossibile realizzare qualcosa. Così Genova e i suoi stranieri – per non parlare di tutti coloro che questi progetti li hanno elaborati e speravano di realizzarli – devono dire addio a quasi mezzo milione di euro che erano lì, giusto a portata di mano.
La consapevolezza della beffa è arrivata l´altra mattina nel corso del consiglio territoriale per l´immigrazione, convocato ad hoc presso la prefettura. All´incontro come tradizione hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, dell´Asl, degli imprenditori e dei commercianti, delle associazioni di volontariato, della scuola, insomma tutti i soggetti che a diverso titolo sono in costante contatto con la realtà degli immigrati. Preso atto che i progetti saranno approvati non prima del mese di maggio, ci si è presto resi conto che i fondi andranno in fumo. Ma le – tante – proteste non serviranno a nulla. Peccato, perché c´era chi aveva pensato ad un «network audiovisivo ‘multilingue´ a controllo remoto collegato in luoghi a più alta frequentazione di immigrati». E chi scommetteva su corsi di lingua o su di una piattaforma e-learning con la facoltà di Lingue. Chi puntava sulla formazione e preparazione di quegli stranieri – in particolare i più giovani – che si ricongiungono a familiari che da tempo vivono e lavorano nel capoluogo ligure. Uno dei progetti si rivolgeva agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori ed aveva lo scopo di «favorire, attraverso percorsi didattici ispirati ai principi della Costituzione, l´inclusione di minori stranieri con spunti di riflessione sulla legalità, rispetto delle regole ed il senso dei concetti di uguaglianza, dignità, giustizia, diritto e pace». Nove progetti, appunto. Che non saranno mai realizzati.

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