La campagna dell’Arci a fianco della Palestina per una pace giusta in Medio Oriente
Alle porte di Gaza non fanno passare neppure le tonnellate di tè e di biscotti inviati da Obama. Le celebrazioni promosse dall’Unesco per “Gerusalemme, capitale araba della cultura” sono state anche quelle bloccate dal governo di Israele che considera la città, occupata nel 1967, come sua propria e indivisibile capitale -dunque non araba. E ancora non c’è il nuovo governo israeliano, dopo le elezioni vinte dalla destra. Il che è tutto dire.
Qualcosa si muove però.Si muove una parte dell’opinione pubblica israeliana dopo tanto tempo. La stampa concede ampio spazio alla denuncia dei soldati che raccontano i delitti compiuti a Gaza, un campionario dell’orrore, e dei militari che fanno grandi ordinazioni di t-shirt inneggianti al massacro di ragazzini e donne incinte.
Nella prima Intifada, fu l’informazione a spezzare la rimozione delle violenze dell’esercito. Chissà che la storia non possa ripetersi. Anche in Israele c’è un pezzo di opinione pubblica che crede che a tutto c’è un limite.
Da Damasco, poi, parla Khaled Meshaal, il leader di Hamas, e dice qualcosa di molto importante. Affida alla storia lo statuto dell’organizzazione, quello che invoca la distruzione di Israele. E presenta come base della politica di Hamas, invece, l’Accordo Nazionale del 2006 che chiede i due popoli e i due stati. Il tutto mentre Obama si rivolge all’Iran per aprire un nuovo capitolo nelle relazioni fra i due paesi e riceve una risposta dialogante.
Certo che per la destra israeliana potrebbe essere assai più difficile, ora, avere le mani completamente libere. Ma c’è bisogno che più pesi si spostino sul piatto del cambiamento,e presto. A Obama serve una pressione pari e contraria a quella che, dentro gli Usa e fuori, non vede di buon occhio le sue aperture. E gli serve dall’Occidente, dai suoi alleati, quindi dall’Europa, che per ora non c’è.
In questo contesto collochiamo la campagna nazionale Arci per la pace in Palestina, una parte importante del nostro impegno per il voto consapevole alle elezioni europee. La dedicheremo ad Angelo Frammartino, che avrebbe festeggiato il 28 aprile il suo compleanno. Cercheremo di utilizzarla non solo per offrire un punto di riferimento e una possibilità di azione ai già consapevoli, ma anche come una occasione per discutere con i tanti e le tante che hanno la testa imbottita dalla informazione scorretta che in Italia è prassi comune, quando si parla di Medio Oriente.
Abbiamo lavorato sul tema sicurezza, perché anche lì, come a casa nostra, è il securitarismo a distorcere i dati di realtà e a permettere che una esigenza reale diventi la giustificazione per fare a pezzi il diritto, la ragione, l’umanità e perfino il buon senso. “Pace in Palestina. Tutti hanno diritto alla sicurezza, anche i palestinesi. E ci sono cose che nessuno può permettersi, neppure Israele.” Intorno a questo titolo, snoccioleremo dati e cifre, per aiutare a capire cosa non si può fare: i morti, gli olivi distrutti, i minori imprigionati, le donne bloccate a partorire ai check-point, i giorni di scuola persi, le scuole distrutte.
Sosterremo le campagne di Amnesty International per l’embargo delle armi e per una Commissione sui crimini di guerra, quelle di Action for Peace per il Tribunale Penale Internazionale e la sospensione dei trattati militari, quella della Tavola della Pace, degli Enti Locali e della Piattaforma delle ONG per gli aiuti umanitari. Chiederemo sostegno ai progetti di solidarietà e di cooperazione dell’Arci. Offriremo, con i campi di lavoro e le borse di studio, la possibilità di impegnarsi personalmente.
Diffonderemo cultura e informazione corretta con l’aiuto di libri, video e film. Il 31 marzo a Roma, presso la Casa del Cinema, D’Alema e Morgantini presenteranno insieme a noi l’anteprima del nuovo film di Barbara Cupisti sulla gioventù palestinese che poi distribuiremo in tutta Italia. Inviteremo persone dalla Palestina e da Israele a discutere con noi: dall’8 al 18 maggio Zvi Schuldiner sarà in giro per i nostri comitati.
Buon impegno per la pace giusta in Medio Oriente a tutti e tutte.
24/03/2009

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