Sardegna, carceri al collasso. I sindacati si mobilitano

Redattore sociale 24/03/09

Le situazioni peggiori al Buoncammino (481 detenuti contro una capienza di 345) e a Iglesias (117 contro 59 posti). Pronti alla protesta: il 30 marzo agenti assenti in mensa, il 6 aprile sit-in davanti a Roma

CAGLIARI – Tutti assieme per denunciare l’emergenza e i problemi delle dodici case di reclusione sarde. I sindacati degli agenti della polizia penitenziaria si sono uniti per provare a richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro all’interno delle carceri, ormai al collasso e con troppo pochi operatori. Riuniti attorno ad un tavolo i rappresentanti del Sappe, Osapp, Uilpa Penitenziari, Cisl Fps, Sinappe, Cgil Fp, Uspp e Fsa-Cnpp hanno snocciolato i problemi del sistema carcerario isolano. Un organico all’osso formato da 1153 poliziotti contro una pianta organica prevista dal ministero che essere di 1325 agenti (1220 uomini, 104 donne). Quattrocento in meno del previsto, dicono i sindacalisti, tanto che ogni giorno chi è di servizio è costretto a turni massacranti.

La mappa, nel dettaglio, chiarisce il livello dell’emergenza. Le situazioni peggiori a Cagliari nel penitenziario di Buoncammino: 481 detenuti presenti contro una capienza di 345. Iglesias non va meglio (117 detenuti su una capienza di 59 posti), mentre il nuorese Badu ‘e Carros ospita attualmente 309 reclusi che, in realtà, dovrebbero essere 273. Sono il doppio anche a Macomer (93 su 46 previsti). “Gli agenti non hanno più vita privata – lamentano i sindacati – non possono organizzarsi una visita medica o un qualsiasi altro impegno personale. Non esistono altri casi come questo sia nel pubblico impiego che nel privato”. Finanziamenti nazionali tagliati del cinquanta per cento, denunciano ancora i rappresentanti dei lavoratori, ma soprattutto nessuna prospettiva di un reale piano di rinforzi. Per questo, gli agenti della polizia penitenziaria sarda, hanno deciso di protestare, sebbene per loro la via dello sciopero sia impossibile. Due iniziative già in programma: il 30 marzo nessun poliziotto si presenterà in mensa, mentre il 6 aprile tutti i sindacati e i lavoratori (quelli non in turno) daranno vita ad un sit-in davanti alla sede di rappresentanza del Governo.

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