Napoli, bimba rom con la tubercolosi a scuola scoppia una rivolta razzista
Repubblica 25-03-09
Effetto psicosi: mamme e papà nelle classi per portarsi via i figli. Preside e bidelli aggrediti. Per Alberto Bottino, direttore regionale dell´Istruzione, si tratta di “un segno di degenerazione”
NAPOLI – Una bambina rom di nove anni finisce in ospedale perché colpita dalla tubercolosi. Un caso lieve e, secondo i medici, con scarse possibilità di contagio, ma nella sua scuola scoppia la psicosi. I genitori degli altri alunni, preoccupati, si lasciano prendere la mano dalla paura. E si scagliano contro la scuola, colpevole, secondo loro, di accogliere i rom. Sono quattro o cinque, in tutto l´istituto: tra loro c´è la piccola colpita dalla tbc.
Una manifestazione di razzismo contro i nomadi accaduta nel pieno centro di Napoli, a Mergellina, dove ha sede la succursale dell´Istituto comprensivo Fiorelli, che ospita materna, elementari e medie. Diagnosticato il caso di tubercolosi, l´ospedale pediatrico Santobono ha allertato l´Asl, e sono partiti i controlli. Su 21 scolari di quarta elementare – i compagni di classe della bimba malata – è stato avviato uno screening. Un test, al quale sono state sottoposte anche le insegnanti della classe, i cui risultati saranno resi noti oggi. E ieri, saputa la notizia, decine di genitori delle altre classi hanno preso d´assalto la scuola per portare via i loro figli. Su 200 alunni delle elementari e 50 della materna, nelle aule non è rimasto quasi nessuno.
«Le mamme e i papà sono entrati spintonando i bidelli che cercavano di fermarli – racconta il personale dell´istituto – Si sono precipitati nelle aule, seminando il panico anche tra i bambini. E hanno portato via i figli». Anche la dirigente della Fiorelli, Maria Cristina Palmiero, che si era precipitata nella succursale per riportare la calma, è stata aggredita. Contro di lei, e contro la scuola, le grida di quanti temono per la salute dei propri ragazzi. «Molti genitori – raccontano bidelli e insegnanti – non si sono fatti scrupolo di usare espressioni razziste e di chiedere l´allontanamento dei nomadi». Nella scuola è accorsa anche l´assessore comunale all´Educazione, Gioia Rispoli. Ma non è servito a placare gli animi. Alcuni genitori hanno fatto rotta sull´Asl. «Si tratta di un allarme ingiustificato» ha spiegato loro Giorgio Napoletano, responsabile della Pneumologia della Asl Napoli 1. La bambina colpita dalla tubercolosi non è infettiva né contagiosa, hanno ribadito i medici, che hanno già sottoposto al test i familiari della piccola, e non hanno riscontrato altri casi di tbc. «Episodi del genere – commenta il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino – sono il segno di una degenerazione civile: salute e istruzione non si negano a nessuno. E non è questione di passaporti».

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