Gronda, la protesta arriva in Curia

Secolo XIX 25/03/09

comitati all’attacco
Poggi (Regione): «Commessi errori di comunicazione». Bobbio: «Tutti i dati erano dovuti»
HANNO sfilato con fischietti e campanacci, portato striscioni e urlato slogan sotto il Comune, la Camera di Commercio, la Regione, fino a fare arrivare il baccano della protesta davanti ai portoni della Curia. Nel mirino dei manifestanti contro il progetto della Gronda è finito anche il cardinale Angelo Bagnasco. La manifestazione si è infatti conclusa a suon di fischi in piazza San Lorenzo. «Vorremmo ricordargli che il suo predecessore Dionigi Tettamanzi (oggi arcivescovo di Milano, ndr.) aveva detto che l’Italia non ha bisogno di nuove infrastrutture», dice Roberto Campi, del comitato di Murta.
Trecento persone hanno partecipato al corteo contro la gronda iniziato ieri pomeriggio con un sit-in davanti a Palazzo Tursi. In consiglio comunale si discuteva l’interrogazione di Arcadio Nacini, anima dei comitati del Ponente e consigliere di Rifondazione Comunista, sulla mancata realizzazione del collegamento con le linee ferroviarie di valico. Un centinaio di attivisti No Gronda ha riempito gli spazi del pubblico, mentre fuori andava in scena la protesta. «Dentro siamo stati educati, ma qua fuori ci facciamo sentire», dice Paolo Longo, del comitato di Bolzaneto. «Non mi è piaciuto l’atteggiamento dei consiglieri – racconta Mauro Muscarà, del comitato di Geminiano – Ci hanno trattato con sufficienza, ma d’altronde siamo abituati ormai a questa assenza dei politici».
Il corteo si è mosso poi verso la Camera di Commercio e lì le contestazioni, soprattutto verso il presidente Paolo Odone, sono state le più dure. «Vergogna! Vergogna!», hanno scandito sotto la sede di via Garibaldi.
«Sono un pacifista, non voglio commentare. Noi difendiamo la Gronda non per interesse personale ma per dare un futuro ai nostri figli – ha replicato in serata Odone – Le contestazioni ci stanno. Piuttosto Autostrade e Comune devono occuparsi già adesso di mettere in piedi un sistema di indennizzi che sia veramente dignitoso per gli abitanti che saranno sfrattati dai cantieri del by pass autostradale». Per Francesca Davoli, di Rivarolo, non è questo il problema: «La casa dei miei genitori è una di quelle espropriate. Non mi interessa se mi offrono qualcosa di meglio – dice Davoli – È scandaloso che al giorno d’oggi si parli ancora di un’autostrada che passa in mezzo alle case».
Alla Regione una delegazione ha incontrato l’assessore Carlo Ruggeri e l’architetto Giovanni Battista Poggi, direttore generale della pianificazione urbanistica. «Abbiamo voluto questo incontro perché la Regione fino ad ora è la grande assente di questo dibattito – dice Ennio Guerci, del comitato di Via Porro – E sappiamo tutti che l’ultima decisione spetta a loro ».
«È stata gettata la gente nello sconforto pubblicando i numeri civici delle case da abbattere – ha esordito nella riunione Roberto Campi, del comitato di Murta – Le nostre proposte sono sempre le stesse: vogliamo la rotaia, non la gomma». «Sono stati commessi degli errori di comunicazione e questo ha esasperato gli animi, soprattutto nel corso dell’assemblea di Bolzaneto», ha ammesso Poggi. «La comunicazione dei possibili espropriati di tutti e cinque i progetti ha finito per fare coalizzare il malcontento», ha detto Ruggeri. Una posizione non condivisa da Luigi Bobbio, presidente della Commissione che regola le assemblee pubbliche: «Mi sono già assunto personalmente la responsabilità di aver divulgato questi dati – dice Bobbio – Era un atto dovuto: quando sono usciti i tracciati la gente ha cominciato a tempestarci di richieste, per capire se le loro case erano coinvolte. Il problema è a monte: era giusto proporre più alternative? Io credo di sì».
«Il problema è che voi continuate a proporre delle soluzioni alternative, quando il dibattito che si sta facendo è sulla gronda – ha continuato Ruggeri – Si tratta di un’opera fondamentale che deve risolvere molti problemi. E non dimenticatevi che il Ponte Morandi ha una durata limitata».
Alla protesta si unirà anche l’europarlamentare Vittorio Agnoletto, che domani pomeriggio (alle 17 al Municipio Valpolcevera) interverrà in un dibattito dal titolo “Gronda autostradale: le alternative ci sono”

I commenti sono chiusi.