Un happening anni Settanta contro la violenza sulle donne

Secolo XIX 24/03/09

Sabato nell’atrio del ducale
«NON SERVONO a niente i braccialetti antistupro, la violenza sulle donne si combatte con altri strumenti. Una donna su tre ha subito violenza nella propria vita e la maggior parte dei casi avviene tra le mura domestiche. La battaglia da fare è prima di tutto culturale, bisogna partire dalle scuole e per queste attività i finanziamenti sono troppo pochi». A parlare è Patrizia Boselli, una delle organizzatrici della manifestazione contro ogni forma di violenza sulle donne che si terrà sabato prossimo nell’atrio di Palazzo Ducale a partire dalle 17.
«Un happening in stile anni ’70, con cui speriamo di attirare molti giovani – spiega Monica Lanfranco, direttrice della rivista femminista Marea – Attori, avvocati, scrittori e cittadini comuni, donne e uomini, si alterneranno fino a tarda sera con piccole performance: letture, discorsi, piéce teatrali o semplici testimonianze».
Le associazioni che organizzano l’evento, Archinaute, Gruppo Mafalda Sampierdarena e Marea, hanno già ricevuto le adesioni di molte personalità, tra cui l’ex senatrice di Rifondazione Comunista Lidia Menapace. «Se riuscirà bene diventerà un appuntamento fisso – dice Boselli – Vogliamo dare un segnale forte contro la paura, in un tempo in cui tutto viene ridotto a un problema sicurezza. Bisogna ripartire dai ragazzi: non passa giorno senza sentire di una fidanzatina messa su Youtube. Quando si parla di repressione è sempre troppo tardi».
«L’aspetto culturale che loro pongono è la base di tutto: c’è stata un’involuzione in questo senso negli ultimi anni. Ma l’educazione non è in contrasto con esperimenti come il braccialetto elettronico – replica Roberta Papi, assessore comunale ai Servizi sociali – Alcuni movimenti sono contrari, ma molte donne apprezzano l’esperimento. L’importante è non abbassare la guardia. Uno degli aspetti su cui si sta muovendo il Comune è il miglioramento dell’illuminazione: siamo in una fase di mappatura delle zone di intervento. Poi c’è il nuovo Centro antiviolenza, un’esperienza molto positiva, che per molte vittime sta diventando un punto di riferimento. Non dimentichiamoci che intervenire sulle violenze familiari è sempre molto difficile. Ben vengano questi eventi, ci sarò sicuramente».
Marco Grasso

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