Mafia, Vincenzi contro Maroni “Noi sindaci abbandonati da Roma”
Repubblica 24-03-09
Dopo l´allarme lanciato sulla criminalità organizzata a Genova, confronto a Novara con il ministro dell´Interno Maroni.
Il primo cittadino attacca: “Non bastano le nostre ordinanze e i reati aumentano”
NON c´è una visione diversa su Genova nel mirino delle mafie, tra Comune, prefettura e questura, chiarisce Marta Vincenzi. E da Novara, dove ha partecipato al convegno dell´Anci sulla sicurezza urbana, alla presenza del ministro dell´interno Maroni, ribadisce che l´allarme c´è: anche se il ministro parla invece di reati in calo. E dà un parere del tutto negativo sulle ronde. «Il mio è stato un discorso generale, che vale per tutto il Nord, per dire che oltre alle ordinanze ci vogliono politiche di sicurezza integrata – ha spiegato la Vincenzi – E´ chiaro che la sensazione che ha un sindaco può essere diversa dai dati ufficiali: ma noi ascoltiamo i cittadini, seguiamo cosa accade nei quartieri. E se Genova, per il 55% degli abitanti è percepita come sicura, sappiamo tutti che il problema dello spaccio di droga nelle città del Nord è sempre più legato alle attività della ?ndrangheta; mentre la crescita dell´usura è sempre più legata, oltre che alla crisi economica, all´utilizzo crescente della cocaina. E su questo tema le ordinanze dei sindaci non servono: servono, invece, le politiche integrate. Per questo il mio discorso voleva spingere ad una attenzione molto forte su questi problemi, che evidentemente riguardano anche le mafie». E per quanto riguarda le ronde: «Il territorio deve presidiare se stesso, attraverso la gente che vi abita. Bisogna valorizzare la sicurezza partecipata che viene dall´aggregazione dei cittadini, evitando le ?squadre´ di volontari mercenari».
La Vincenzi ieri ha parlato a lungo al telefono con il questore Presenti, mentre sentirà nelle prossime ore anche il prefetto Cancellieri: entrambi avevano espresso perplessità sull´allarme lanciato dalla sindaco. Ma lei ribadisce: sono fenomeni che interessano tutto il nord, vanno comunque tenuti d´occhio, e Genova non è esclusa. Al convegno di Novara la Vincenzi ieri mattina aveva sottolineato appunto la necessità di avviare politiche di sicurezza integrata, senza lasciare tutto nelle mano dei sindaci e delle loro ordinanze: perché queste non servono contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, che cresce soprattutto nello spaccio di droga. Ma il ministro Maroni ha buttato acqua sul fuoco, segnalando che tra il 2007 e il 2008, in Italia «i reati sono diminuiti dell´11 per cento»; mentre la sindaco aveva sottolineato il mancato calo, sempre negli stessi anni, di molti reati tra cui gli stupri, il traffico di esseri umani e quello di stupefacenti. Secondo il ministro, inoltre, la ricerca dell´Anci sulle ordinanze emesse dai sindaci a iniziare dall´estate 2008, presentata durante i lavori, dimostra che «le ordinanze funzionano». La «percezione di un maggiore controllo del territorio» che deriva dall´emanazione di ordinanze svolge, infatti, secondo Maroni, «una funzione di prevenzione». Marta, come si è visto, non ci sta, e insiste che bisogna andare “oltre le ordinanze”, come il titolo del convegno.
E sulle dichiarazioni della Vincenzi arriva un attacco ad alzo zero del coordinatore di Forza Italia Roberto Cassinelli. «La Vincenzi non diffonda allarmismo – scrive in una nota – le sue parole denotano scarso senso di responsabilità politica e istituzionale. In un momento in cui si deve affrontare una crisi economica globale, diffondere allarmismo tra i ceti produttivi, è un suicidio. E se la situazione è così tanto grave, perché ha rifiutato l´esercito in città?»

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