Gronda, tracciato e indennizzi sono le priorità da chiarire

Secolo XIX 24/03/09

L’intervento
Claudio Burlando
HO PARTECIPATO, come ogni anno, alla messa di San Giuseppe, tradizionalmente dedicata ai problemi del lavoro, e ho ascoltato con interesse le parole del cardinale Bagnasco. Direi che è davvero ampio il riconoscimento del fatto che Genova, con il suo porto, ha bisogno di tutte le infrastrutture necessarie allo sviluppo e per evitare l’isolamento.
La giunta regionale ne è così convinta, per quanto riguarda naturalmente l’intero assetto ligure, che ha messo questo tema al centro del lavoro di un tavolo di monitoraggio, convocato all’inizio dell’anno, al quale partecipano gli enti locali, le forze economiche e le forze sociali, con l’obiettivo di velocizzare al massimo la realizzazione di tutte le opere previste. Il tavolo tornerà a riunirsi il 2 aprile: con l’accordo di tutti i soggetti alle 10 grandi opere pubbliche già individuate all’inizio si aggiungeranno altri 10 interventi, tra cui importanti progetti privati (ricordo le iniziative di Piaggio, di Msc, di Ericsson).
Nel frattempo abbiamo già registrato fatti positivi: si sono riaperti i cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria tra Andora e San Lorenzo, abbiamo appaltato i lavori per realizzare la nuova strada a mare di Cornigliano, mentre sono in corso gli appalti per il nuovo nodo ferroviario di Genova.
A questo proposito l’iniziativa del Comune di Genova e della Regione si propone di tutelare le 18 famiglie di via Jori i cui alloggi devono essere abbattuti: sia intervenendo per la ricollocazione, sia applicando la legge regionale che vale per tutte le opere di interesse generale e che riconosce un bonus di 40 mila euro oltre il valore di mercato degli immobili per il disagio della ricollocazione.
Porteremo all’attenzione del tavolo di monitoraggio anche il Terzo Valico: il progetto definitivo dell’opera è stato approvato dalla Regione e dagli altri soggetti competenti ormai tre anni fa. Lo stanziamento di un primo importo è un fatto positivo, e chiederemo alle Fs quale lotto funzionale intendano realizzare con quella cifra, e quando si prevede che partano i lavori, visto che non sono necessarie ulteriori autorizzazioni.
Per quanto riguarda, infine, la Gronda, non capisco a quali problemi tecnici da parte della Provincia e della Regione, che la bloccherebbero, si riferisca il ministro Scajola nella sua lettera al Secolo XIX.
A me pare che emergano con chiarezza due questioni. La prima riguarda il tracciato su cui ha lavorato la società Autostrade, che secondo l’Amministratore delegato di Ansaldo Energia è incompatibile col mantenimento del più importante insediamento industriale genovese. Sarebbe interessante conoscere al riguardo il parere formale della Confindustria genovese e dello stesso ministro per lo sviluppo.
E’ chiaro, in secondo luogo, che qualunque soluzione per il tracciato potrà interferire con nuclei abitativi: gli indennizzi e le ricollocazioni dovranno essere oggetto di preventivi accordi con i residenti, affrontando costi che saranno del tutto marginali rispetto al costo complessivo dell’opera. Si tratta di una responsabilità principale di chi deve attuare l’intervento: la società Autostrade, l’Anas, il governo. E sono questioni da affrontare per tempo e non dovendo rimediare all’ultimo minuto come è avvenuto da parte di Comune e Regione per gli abitanti di via Jori.
Se non si procede con chiarezza in questo modo è logico che si crei l’allarme sociale che suscita la previsione di queste opere.
Claudio Burlando è presidente della Regione Liguria

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