Bagnasco: «Papa irriso dai politici»
Secolo XIX 24/03/09
Duro intervento del presidente della Cei
Le dichiarazioni sull’Aids e un monito sul testamento biologico al centro della relazione
Città del vaticano. Un invito alla mobilitazione. Angelo Bagnasco, cardinale presidente della Cei, difende il papa dall”irrisione «e dalla volgarità», e si scaglia conto il «raccapricciante» e «inedito» diritto a morire.
Metà della riflessione con la quale l’arcivescovo di Genova apre i lavori del consiglio permanente dei vescovi italiani è dedicata al caso Englaro. Una lotta per il «favor vitae» che, dice, è stato completante disatteso dalla società e dalla legislazione italiana. Eluana è stata «fatta morire», dice Bagnasco e chiede che il Parlamento elabori «senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che – in seguito al pronunciamento della Cassazione – preservi il Paese da altre analoghe avventure».
E si parte dalla base. Come chiede il Manifesto appena presentato da Scienza e Vita, Forum delle Famiglie e Retinopera, e sottoscritto da decine di movimenti e singoli con il sì alla medicina palliativa e alla assistenza umanizzata e il no ad eutanasia, accanimento terapeutico e abbandono di chi è fragile. Il presidente della Cei chiede proprio che la legge sul fine vita sia coordinata con «l’altro sospirato provvedimento relativo alla cure palliative» e supportata da «un sistema efficace di hospice». Il problema è culturale per Bagnasco. La società ha bisogno, dice, di «immaginare una reazione morale e culturale capace di trasformare lo sgomento in un riscatto». Ringrazia le Suore Misericordine di Lecco, che hanno assistito Eluana, «autentiche campionesse della carità». E’ il rischio di una deriva eutanasica come «falsa soluzione» a spaventare Bagnasco che chiede una «responsabilità più ardua e impegnativa rispetto ad altre scorciatoie apparentemente pietose».
E’ un testo duro e schietto, quello di Bagnasco, che definisce «grottesco» il tentativo di far passare la vicenda come conseguenza di un «altolà della Chiesa». Un vero esame di coscienza per la società civile. Non stiamo attribuendo al sistema un diritto all’eliminazione dei soggetti inabili, come cittadini di serie B? E questo diritto,una volta immesso nel corpus giuridico e nel costume pubblico, non è forse destinato a diventare col tempo più incalzante e spietato? E se la qualità della vita dipende solo dalle relazioni consapevoli, quanti altri saranno considerati senza relazioni? «Nelle moderne democrazie, teorizza Bagnasco, la vita va difesa perchéè indispensabile limitare il potere biopolitico sia della scienza sia dello Stato».
Come il potere delle agenzie internazionali o dei politici europei che con «insistenza pregiudiziale» sono arrivati «ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici. L’irrisione e la volgarità non potranno far mai parte del linguaggio civile». Il presidente della Cei difende a spada tratta il Papa che in Africa ha portato speranza e futuro ed è stato attaccato per le sue dichiarazione sull’utilità del preservativo per sconfiggere l’Aids. Una polemica che «non aveva ragione di essere» e che ha sovrastato il viaggio che si è concluso ieri. Il cardinale chiede «ai governi di mantenere i propri impegni, al di là della demagogia e di logiche di controllo neo-colonialista», e dichiara «sommessamente ma con energia, che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso».
«Polemiche pretestuose» come quelle che si sono protratte «oltre ogni buon senso», e certe discutibili e ricorrenti prassi ecclesiali sulla revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani. Dalla Lettera di Benedetto XVI, dice Bagnasco, emerge «il candore di chi non ha nulla da nascondere circa le proprie reali intenzioni, le motivazioni concrete delle proprie scelte». E i vescovi italiani esprimono fedeltà al Papa «sempre e incondizionatamente».
Per Bagnasco la società vive il contrasto tra due visioni antropologiche: l’uomo realtà«irriducibile rispetto alla materia» e la libertà come «uno dei valori più grandi» ma «non assoluto», subordinato alla «vita, la pace, la giustizia, la solidarietà», e l’uomo come «mero prodotto dell’evoluzione del cosmo» e «privo quindi di riferimenti etici certi e universali».
In agenda anche la gravissima crisi economica. Forse si è«toccato il fondo» ma non si sa «a che punto si è della perigliosa attraversata», dice Bagnasco. La Chiesa è«tutt’altro che rigida e fredda» ma «cammina con la gente» e conferma «l’istituzione di un fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà».Angela Ambrogetti

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