«Meno treni e più costosi nel nuovo orario estivo»
Secolo XIX 24/03/09
Allarme della Cgil
Intercity da Milano, capolinea a Genova e Savona. Timori per il turismo
Genova. Il biglietto da visita che Trenitalia presenterà al turista in arrivo da Milano e diretto a Ponente con l’Intercity, da metà giugno in poi, sarà uno stop anticipato della corsa a Savona o addirittura a Genova Principe. Per raggiungere le amene località balneari dell’imperiese, infatti, sarà necessario cambiare e affrontare un estenuante viaggio stazione per stazione, con un regionale che di certo non invoglieranno a una ripresa del turismo. I viaggi di ogni chilometraggio saranno inoltre generalmente più cari, e il proseguo dell’attività del settore dei treni merci stesso è fortemente a rischio: Trenitalia vuole mantenere sono quelli che costano 15 euro a chilometro, e in Liguria la media del costo per convoglio è di 23 euro.
C’è poi da aspettarsi un aumento delle soppressioni, dovute al mancato introito di risorse da parte di Rfi (sta già succedendo in zona Cinque Terre, dove i treni più sofisticati si fermano per carenze negli impianti). Non ultimo, c’è il fronte occupazionale: le previsioni parlano dell’esodo forzato più catastrofico della storia delle Fs liguri: tra le 400 e le 450 persone tra operai e personale viaggiante, quasi il 10% dell’intero organico. Queste le previsioni della Filt Cgil, che ieri ha descritto il panorama inquietante che attende le ferrovie se il governo confermerà il taglio di 600 milioni a livello nazionale.
«Le conseguenze di questo taglio, se non verrà tamponato da alcuna decisione, si tradurrà nella fine del sistema ferrovie e di quel sogno di efficienza che tutti hanno per questo mezzo di trasporto – spiega Guido Fassio, segretario regionale della Filt Cgil – con l’orario estivo, in vigore da metà giugno, i treni a lunga percorrenza si fermeranno prima, sulla linea tirrenica gli Intercity diventeranno Eurocity star (il biglietto costerà tra i 10 e 12 euro in più e diminuiranno le fermate, ndr) e i licenziamenti saranno a centinaia».
Terzo valico, nuovo Nodo ferroviario, per la Cgil le nuove piste ferrate rischiano di essere canali all’avanguardia ma vuoti. «I problemi più grossi pioveranno sulla divisione Cargo, su quella Passeggeri e su Rfi- dice Fabrizio Castellani, segretario per le attività ferroviarie del sindacato – Meglio starà il servizio su ferro del trasporto regionale, che ha ottenuto un finanziamento nazionale e l’ok da parte della Regione Liguria a coprire la parte di finanziamenti mancanti». Pare quasi certa, comunque, la cancellazione dei treni che viaggiano dopo le 22 e prima delle 5 del mattino, spesso quasi vuoti.
Fassio pone l’accento, in particolare, sulle difficoltà del trasporto merci: «Il Cargo in Liguria costa troppo – dice – il primo atto del ripiegamento dell’azienda è stata la chiusura dell’officina della Spezia».
Nessuna replica al vero e proprio urlo di dolore giunge da parte di Trenitalia, anche perché in questa battaglia contro il governo parte sindacale e azienda sono esattamente dalla stessa parte, e le frasi dei sindacalisti potrebbero essere accostate a quelle di Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs.
Giovedì intanto, per protestare contro l’accordo di riforma contrattuale siglato da Ugl, Uil e Cisl, i ferrovieri e gli addetti alle pulizie iscritti alla Cgil sciopereranno con diverse modalità (dalle 13 alle 17 gli addetti alla circolazione, ultime quattro ore del turno i lavoratori degli impianti fissi).
daniele grillo

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