Vincenzi lancia l´allarme mafia Prefetto e questore: “Non ci risulta”

Cancellieri: “Le sue dichiarazioni mi lasciano stupefatta”
La certezza della polizia: “I genovesi non hanno paura, denunciano qualsiasi situazione di illegalità si trovino di fronte”

Emergenza mafia? Non ci risulta. Il Prefetto Anna Maria Cancellieri lancia un messaggio di tranquillità ai genovesi. «Non abbiamo nessuna denuncia – dice – né dati che ci spingano a ipotizzare l´esistenza di infiltrazioni mafiose serie a Genova, come invece accade in altre zone della Liguria, specie nel ponente». È la sua risposta, che non nasconde un certo stupore, alle dichiarazioni del sindaco Marta Vincenzi che parla di commercianti costretti a pagare il pizzo, di una mafia che si sta mangiando interi quartieri di Genova. Ma né il Prefetto, né il Questore dicono di avere davanti qualcosa che giustifichi un allarme del genere.
Il questore Salvatore Presenti è convinto che «a Genova non esistano gravi problemi relativi a estorsioni o infiltrazioni della mafia. Se lo dice il sindaco, però, può darsi che abbia notizie a noi sconosciute: la incontreremo per parlarne. Da parte nostra l´attenzione è alta ma non emergono situazioni di particolare pericolosità». Paura di denunciare? «A Genova non esiste l´humus sociale di certe Regioni del sud – dice il questore – i genovesi denunciano qualunque illegalità si trovino di fronte. In passato ci sono state alcune estorsioni ma sono state subito denunciate e sventate». Il Prefetto Cancellieri dice anche che «il sindaco non ha mai fatto alcuna segnalazione e non ha mai chiesto la convocazione del comitato per l´ordine e la sicurezza per discutere di questi problemi. In passato ci sono stati alcuni episodi sporadici subito risolti e non legati alla criminalità organizzata. Non ci risultano neppure tentate estorsioni ai danni dei commercianti. Le dichiarazioni del sindaco – conclude il Prefetto – mi lasciano stupefatta: in ogni caso, poiché lei ha detto che si rivolgerà al ministro, approfondiremo la questione».
Dati alla mano, Francesco Scidone, assessore alla sicurezza della giunta Vincenzi, spiega che il Comune a gennaio ha introdotto una norma anti-racket, che consente a chi sporge denuncia di non pagare le tasse per tre anni e di rateizzare il pregresso: «Ma dal primo gennaio, nessuno ha mai presentato una denuncia per avere l´esenzione del pagamento delle tasse comunali come Ici, Tia e dei canoni per l´occupazione del suolo pubblico e l´installazione di insegne e cartelloni pubblicitari». Secondo Scidone, però, «forse la norma non è stata ben recepita e pubblicizzata».
Sul fronte politico, Mario Tullo, segretario regionale del Pd, il partito della Vincenzi, osserva: «Il senso delle affermazioni del sindaco è che esiste la microcriminalità e va sanzionata; ed esiste la criminalità organizzata su cui deve intervenire il ministro. La sede giusta per questi argomenti è il comitato per l´ordine e la sicurezza».

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