L´ombra di Al Qaeda, espulsi due immigrati

Un operaio e un magazziniere nel Nordest. “Pericolosi per la sicurezza nazionale”
L´inchiesta coordinata dalla Dda di Trieste fra il Trevigiano e la provincia di Udine. Nei rapporti Digos si parla di martirio, bombe e attentati

TREVISO – I terroristi di Al Qaeda avevano due agganci nel Nordest. Uno nella Marca trevigiana, l´altro a poca distanza, in Friuli. Ne è fermamente convinto il ministro degli Interni Roberto Maroni che ha firmato i provvedimenti di espulsione per il marocchino Mohammed Essadek di 39 anni, residente a Francenigo di Gaiarine, nella parte più orientale della provincia di Treviso, a pochi passi dal Friuli dove viveva l´altro nordafricano espulso, Sghaier Miri, tunisino di 34 anni, di San Giovanni al Natisone (Udine). Secondo le indagini coordinate dalla direzione antimafia di Trieste erano «pericolosi per la sicurezza nazionale».
Martirio, bombe, attentati. Ci sono queste parole nei rapporti che la Digos di Pordenone ha trasmesso alla Procura triestina. Il ministero ritiene fossero legati ad Al Qaeda, il gruppo di terrore che fa capo a Osama Bin Laden. In una delle intercettazioni, Sghaieri Miri avrebbe parlato chiaramente di un attentato in Italia, soffermandosi sugli effetti devastati che avrebbe provocato l´esplosione. L´ordine di espulsione è partito perché la loro azione di proselitismo e gli stretti contatti con alcuni integralisti vicini ad Al Qaeda avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza nazionale.
L´indagine nasce da un vasto controllo disposto dalla Procura triestina alcuni mesi fa tra gli immigrati del Nordest. L´attenzione si è presto focalizzata su Mohammed Essadek, residente in Italia dal 1996 con regolare permesso di soggiorno. Sono state controllate le sue telefonate e la corrispondenza. E tra il materiale sequestrato ci sarebbero anche volantini compromettenti. L´uomo, che faceva il magazziniere in una fabbrica, è stato seguito anche sul posto di lavoro, nella zona industriale di Gaiarine. Stupito che un sospetto terrorista vivesse nel suo Comune il sindaco Loris Sonego: «Mai avrei immaginato una cosa simile in un luogo tranquillo come Gaiarine, ma le risposte che il governo sta dando in tema di sicurezza sono quelle che ci attendevamo». Era invece conosciuto a San Giovanni al Natisone il tunisino Gghaier, operaio in una fabbrica di Cormons, considerato il leader della comunità musulmana d´ispirazione salafita del Nordest. Secondo gli investigatori manteneva stretti contatti con esponenti di gruppi integralisti islamici, attivi in Tunisia e finanziati da Al Qaeda.


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