«Mafia a Genova», bufera sul sindaco

Secolo XIX  23/03/2009

La polemica

Vincenzi: i boss mangiano interi quartieri. Il prefetto: non c’è radicamento significativo. Il pg Lalla: nessuna inchiesta aperta
GENOVA. Per il sindaco Marta Vincenzi, il cuore di Genova «è in mano alla mafia». Per il vertice della Direzione distrettuale antimafia, ovvero il procuratore capo Francesco Lalla, «non c’è alcuna inchiesta aperta su infiltrazioni di quel tipo nel centro della città, e il quadro risulta di segno opposto». Concorda il prefetto Annamaria Cancellieri: «Non risulta il radicamento significativo della criminalità organizzata a Genova, ma convocherò un Comitato per l’ordine pubblico specifico. E comunque, quando ci sono state segnalate anomalie in questa direzione, abbiamo subito controllato, riscontrando situazioni circoscritte e di poco conto».
Comincia da una differenza di vedute siderale il dibattito aperto dal primo cittadino, che con un paio di esternazioni-choc ha alzato il sipario sullo spauracchio dei clan nel capoluogo ligure: «I boss – ha dichiarato in un’intervista alla Stampa – si stanno mangiando interi quartieri. E un bando del Comune per le imprese è andato deserto poiché quei soldi fanno gola alle cosche».
Genova avamposto della criminalità organizzata della Locride, o la situazione è ancora sotto controllo? Il prefetto opta per la seconda ipotesi, sebbene da un’associazione di commercianti dei caruggi (il Centro integrato di via alla Maddalena) siano giunte accuse di scarsa attenzione al problema. «Il fenomeno – insiste però il rappresentante del governo – da noi è molto marginale, forse è più presente in altre zone della regione. Ciò non toglie che ci siano ancora personaggi “borderline”, quasi sempre di origine calabrese, che continuano ad essere protagonisti di abusi di vario genere». Quindi la stoccata: «Se gli esercenti o il sindaco hanno elementi da portare alla nostra attenzione, lo facciano. E però nessuno mi ha mai riferito di racket strutturato: un aumento dell’usura sì, ma non racket. Semmai resta profonda la piaga della prostituzione». Ancora: «Non voglio commentare le frasi di Marta Vincenzi, sono semplicemente pronta ad approfondire le sue dichiarazioni in una sede appropriata».
Le parole più”aderenti” alla posizione del primo cittadino arrivano dall’assessore alla Città Sicura Francesco Scidone, e forse era inevitabile: «Abbiamo qualche timore, soprattutto in vista di costosi progetti che stiamo impostando in alcune aree del centro storico. Chiederemo dunque all’autorità giudiziaria di prestare un’attenzione particolare».
Disponibilità ad approfondire la materia, ma nessun allarme-mafia, è la parola d’ordine di polizia e carabinieri: «Non intendo avventurarmi in smentite – spiega il questore Salvatore Presenti – mi limito a ribadire che i nostri uffici investigativi non registrano fermento negli accertamenti sulla criminalità organizzata».
Pressoché identiche le parole del comandante provinciale dell’Arma Gino Micale: «Le parole del sindaco sono uno stimolo a indagare, ma non siamo preoccupati dalla situazione esistente».
DANIELE GRILLO
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