«I non studenti dell’Onda sono teppisti»
Il Manifesto 22/03/09
LA LETTERA DI BRUNETTA
Prima «guerriglieri», poi ha corretto il tiro chiamandoli «ragazzotti in cerca di emozioni forti». Non contento ha trovato un’altra definizione per i «non studenti» dell’Onda, si tratta di «teppisti che giocano alla guerriglia». Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in una lettera a La Stampa, continua la sua personale battaglia verbale contro gli studenti universitari manganellati e caricati dalle forze dell’ordine mercoledì scorso alla Sapienza, rei dio voler manifestare nel giorno dello sciopero indetto dalla Cgil sulla conoscenza.
«Si tratta di un fenomeno grave, di un sintomo preoccupante – aggiunge Brunetta sul quotidiano torinese – da non trascurare, da comprendere nella sua vera natura». E la sua vera natura sarebbe quella della necessità di autorappresentarsi. E si inoltra in paragoni arditi. «L’Onda mi ricorda la violenza negli stadi, dove il tifo vela il vero fine: la violenza», aggiunge. Il ministro descrive il movimento la cui azione «è tutta indirizzata a togliere diritti agli studenti». Poi il botto finale: l’azione dell’Onda è «un’evocazione d’avventure che anche il Sud America ha superato».
Alle ultime esternazioni risponde il segretario del Pd, Dario Franceschini, che ha «un problema con il prossimo, con il mondo». Pur senza mai nominare il titolare della Funzione Pubblica, Franceschini, in uno dei passaggi del suo intervento durante l’assemblea dei circoli del Pd, ha detto di non voler «parlare della mediocrità con cui un ministro insulta categorie di italiani: gli impiegati sono fannulloni, gli studenti sono guerriglieri». I ragazzi dell’Onda preferiscono invece sorvolare e non replicare, intenti a lavorare al prossimo imminente obiettivo: il 28 marzo in piazza per il G14 sulla crisi finanziaria.

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