Telecamere fuori dai negozi per sorvegliare le strade
Secolo XIX 20/03/09 Savona
La richiesta dei commercianti
Albenga. La battaglia contro clandestinità, lavoro nero e commercio abusivo sembra ormai diventata una vera e propria crociata, che impegna amministrazioni comunali e categorie. Non ultimi i commercianti, che ad Albenga tramite Confcommercio stanno preparando un loro progetto per sicurezza e videosorveglianza, mentre ad Alassio con l’accordo di Confesercenti e amministrazione comunale propongono una task force contro l’abusivismo e chiedono l’intervento dell’agenzia delle entrate e delle forze dell’ordine contro massaggiatrici abusive, melonari senza permessi e vu cumprà.
Dalla presidente albenganese di Confcommercio Lorenza Giudice e da quello alassino di Confesercenti (oltre che consigliere delegato al commercio) Pino Maiellano partono due proposte riguardanti proprio sicurezza e abusivismo.
Lorenza Giudice scrive alla regione e alla Filse (la finanziaria regionale) chiedendo il finanziamento di un progetto di videosorveglianza collettivo, da realizzarsi con il contributo dei singoli commercianti e da integrare con il sistema pubblico.
«Il territorio di Albenga si sviluppa geomorfologicamente ed urbanisticamente in maniera disomogenea e discontinua, tale situazione genera l’impossibilità di osservare capillarmente ogni attività, generando un disservizio – spiega Lorenza Giudice -. La discontinuità del territorio fa sì che in alcuni tratti di via o quartiere o zona, possono essere presenti dieci o venti esercizi alcune volte contigui, altre con intervalli di spazio piuttosto ampi. La necessità di integrare, quindi, con ulteriori telecamere, non solo la singola attività, ma l’intera zona con sistemi di sorveglianza capaci di coprire una visuale di quattrocento metri rappresenta una delle riposte fattive che la collettività intende programmare e attuare».
Ad Alassio, invece, il problema più sentito pare quello dell’abusivismo, nel campo commerciale ma non solo.
«Bon è più tollerabile che commercianti abusivi, massaggiatrici senza alcun titolo, falsi agenti immobiliari, artigiani senza alcuna abilitazione possano creare non solo problemi di concorrenza sleale a chi lavora onestamente nel rispetto delle regole, ma anche creare spesso problemi e pericoli a chi si rivolge incautamente a loro» spiega Maiellano, che annuncia che oggi col sindaco Marco Melgrati scriverà all’agenzia delle entrate, per chiedere un comitato contro l’abusivismo un po’ come quello che sta nascendo a Genova.
«Pensiamo a un comitato che riunisca comune, agenzia delle entrate, guardia di finanza, Inps, Inail e tutte le associazioni di categoria – spiega Maiellano -, che lavori concretamente per debellare questo fenomeno, attraverso uno scambio di informazioni e di idee che permettano strategie comuni».

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