L´ira del sindaco vigilantes “Il premier ha paura di noi”

Vallardi, senatore e primo cittadino di Chiarano: “Andiamo avanti”

MILANO – Sindaco e senatore, e soprattutto “rondista”. Uno dei primi a sostenere e promuovere quella che lui chiama «sicurezza partecipata»: cellulare, pettorine, la città controllata (anche) dai cittadini. Le ronde Giampaolo Vallardi, senatore della Lega e sindaco di Chiarano, nella Marca trevigiana, le difenderebbe a prescindere. Nel suo paese i primi volontari della sicurezza sono nati nel 2006. Oggi, dice, funzionano «alla grande». «Sono utili, altroché… «. Già, ma se a metterli in discussione è il presidente del consiglio? La replica è pungente: «Forse gli dà fastidio il nostro consenso, la Lega continua a crescere anche per le risposte che abbiamo dato e diamo ai cittadini sul tema della sicurezza. Per noi è un punto fermo, non molliamo».
L´emendamento con il quale il parlamento ha istituito le ronde porta la firma proprio di Vallardi. «Il numero 46, che evidentemente è un numero fortunato… ». Dice il senatore del Carroccio che non c´è un solo motivo, oggi, per dubitare delle ronde: «Dopo tre anni mi pare che abbiano dato prova di essere di grande utilità. Non hanno mai creato problemi, anzi, semmai ne hanno risolti». Al centro di tutto Vallardi pone il concetto di responsabilizzazione del cittadino: «In questo modo abbiamo recuperato il senso civico della gente: se gli dai la possibilità di dare un sostegno alle forze dell´ordine per il controllo del territorio dove vivono, raggiungi un doppio risultato: li fai diventare cittadini migliori, e hai un deterrente in più contro la piccola criminalità».
Le perplessità di Berlusconi non sembrano turbare minimamente il sindaco “rondista”. Nemmeno quel «io le ronde non le volevo» con cui il premier sembra voler dire che di un pegno pagato alla Lega si è trattato. «Da grande politico qual è, Berlusconi prova a spostare l´attenzione su temi che sono sì di grande importanza, ma secondari rispetto ad altri. Voglio dire: il vero pegno che Berlusconi sta pagando alla Lega è il federalismo. Che è una riforma voluta dalla gente. Esattamente come le ronde. E´ una richiesta – spiega Vallardi – venuta dal territorio. E noi per primi l´abbiamo intercettata». E portata alla Camera e al Senato. Il parlamento, dunque. «Vede, il fatto che l´emendamendo-ronde sia nato dai cittadini, che sia un´espressione loro, sta a dimostrare che il parlamento ha ancora una sua grande funzione. Ultimamente ho sentito dire che serve a poco, che serve solo ad avallare le decisioni del governo. Le ronde allora sono l´eccezione che conferma la regola».
Ci sono ronde e ronde, però. «D´accordissimo con le parole del ministro Maroni: ci vuole formazione. Non possiamo buttare la gente in mezzo alla strada senza che abbiano le competenze. Una sicurezza partecipata e trasversale – dice Vallardi – si ottiene educando, insegnando, formando delle nuove figure. L´hanno capito tutti che in Italia ce n´è bisogno. Anche quelli che prima erano detrattori. Ci sono autorevoli sindaci di sinistra che hanno scelto le ronde: penso a Cofferati, a Domenici… E se a Berlusconi non piacciono, pazienza».

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