Gronda, i comitati contro il via libera di Bagnasco

Secolo XIX 20/03/09

Le reazioni all’omelia del cardinale
Gli assessori Ranieri e Pastorino: «Frasi da non strumentalizzare»
«NON C’È che dire, una bella professione di fede. Certo, trattandosi di uomo di Chiesa, speravo si trattasse di una fede un po’più alta». Ennio Guerci, portavoce di uno dei comitati che si oppongono alla Gronda, replica così all’omelia di Angelo Bagnasco, pronunciata ieri nel corso della tradizionale messa dedicata al mondo del lavoro nella cattedrale di San Lorenzo. L’arcivescovo di Genova, pur senza mai nominare le due opere esplicitamente, ha “benedetto” la realizzazione del Terzo Valico e della gronda di Ponente. Un intervento apprezzato, invece, dal Comune: «Mi sembra un discorso molto sensato», commenta l’assessore alla Cultura Andrea Ranieri, che ha il compito di seguire da vicino il débat public.
«Queste parole mi ricordano la pubblicità della Camera di Commercio: “Io ci credo” – dice ancora Guerci – Abbiamo presentato fior di dati, molti esperti hanno smentito i dati forniti dai promotori di questo progetto, eppure si va avanti così, senza razionalità. Non c’è che dire, un’ottima scelta di tempo. Chi meglio di un cardinale poteva aggiungersi ai potenti che abbiamo contro? Mi meraviglio solo che l’arcivescovo non faccia cenno dell’impatto devastante della gronda sulla popolazione. Per noi non cambia nulla, andiamo avanti per la nostra strada». Dichiarazioni che trovano eco nelle voci degli rappresentanti degli altri comitati. «Sono esterrefatto – dice Claudio Di Tursi, di Manesseno – Mentre tutto il mondo va verso la Green Economy, noi siamo ancora qui a discutere di un’opera da Terzo Mondo. Ora su un’immensa colata di cemento c’è anche la benedizione del cardinale». E l’espressione «professione di fede» ritorna anche nelle parole di Paolo Putti, del comitato di Murta. «È sempre la stessa storia: i potenti si schierano compatti contro i più deboli – dice Putti – Vorrei che Bagnasco rileggesse il Vangelo, Gesù stava dalla parte degli ultimi. In Valpolcevera ci sono almeno tre parroci che ci hanno offferto le sale delle parrocchie e hanno partecipato alle manifestazioni».
«Mi meraviglio che Sua Eccellenza pensi più alle merci che alle persone – commenta Arcadio Nacini, consigliere di Rifondazione comunista e anima dei comitati – Sono d’accordo con Bagnasco quando parla dell’importanza del lavoro. Ma il vero isolamento a cui è stata condannata Genova ha altre responsabilità: abbiamo denunciato dall’inizio delle discussioni che il vero scandalo è la bretella ferroviaria che potrebbe portare via un milione di teu dai porti di Pra’ e Voltri. È costata 400 miliardi di vecchie lire, mancano solo 2400 metri di tracciato e dal 1999 è tutto fermo».
Pareri entusiasti dal Comune di Genova. «Condivido in pieno l’omelia di Bagnasco, ma non va strumentalizzata», commenta Bruno Pastorino, assessore alle politiche della casa. «La nostra città ha delle infrastrutture ferme agli anni ’70. L’unica cosa che è stata fatta è la metropolitana -conclude Ranieri – Genova deve diventare la capitale del Mediterraneo, ma questo non può avvenire senza la ricreazione di un vero nordovest, a cui servono i giusti collegamenti. Continueremo a spiegarlo durante le assemblee».
Marco Grasso

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