Gay Pride, cartoline dalle “nuove famiglie”
I portavoce distribuiscono foto di bimbi con genitori omosex: “Nessuna reazione negativa”
Villa: “Solo Grecia e Italia non hanno presentato leggi su coppie di persone dello stesso sesso”
Cartoline da un mondo, quello del Genova Gay Pride 2009, che ha scelto di farsi conoscere alla città che lo ospita per ciò che pensa, desidera, spera. Cartoline dedicate alla famiglia, vissuta come «nucleo d´amore», di ogni tipo. Le hanno distribuite in piazza De Ferrari e in via XX Settembre, ieri, giorno dedicato alla festa del papà, che ha dato il via alla “Festa delle Famiglie” vista dal Gay Pride. Mostrano tre bimbi con due mamme e, sul retro, si legge la storia di tanti nuclei familiari diversi. Scritta così: “Giovanni e Luisa hanno due papà, Mario ha un papà e una mamma, Luca ha un papà e una sorellina, Giulia vive con la mamma e il suo nuovo compagno, Maria ha quattro genitori, Andrea ha la mamma e la nonna. E tu?». La gente le ha accolte un po´ stupita, un po´ incuriosita. Ma, spiega Valerio, uno dei giovanissimi portavoce del Gay Pride, nessuno le ha respinte in malo modo. Lui, come Alberto Villa, un altro portavoce, hanno spiegato il senso del messaggio. Dice Villa: «Per noi, soprattutto in un momento di grave crisi economica, la famiglia resta il primo bene, il porto sicuro, per superare la crisi. Vale per tutte le famiglie, tradizionali, di separati, divorziati, o per quelle con due padri o due madri, per cui chiediamo un riconoscimento, proprio nel giorno in cui tutti i paesi europei, tranne Grecia e Italia, hanno presentato leggi su coppie di persone dello stesso sesso. Ecco che cosa abbiamo spiegato alla gente».
Domani, la “Festa delle Famiglie” si occuperà delle mamma, con fotografie e disegni di bimbi esposti, per tutto il giorno, nella sala a piano terra del palazzo della Regione in piazza De Ferrari. Sarà presente Giuseppina La Delfa, presidente dell´associazione Famiglie Arcobaleno, che a Genova non ha ancora una sua filiale, e ci sarà Eleonora Calvelli, la fotografa romana che sta portando avanti questa ricerca. E´ lei a raccontare: «L´idea mi è venuta a novembre, volevo ritrarre i vari tipi di nuclei familiari, ho iniziato il mio lavoro con cinque coppie che, decise a avere figli, sono andate all´estero per la fecondazione assistita eterologa», vietata per legge in Italia. In Regione, vicino alle foto, saranno appesi i disegni dei bimbi che descrivono la vita del loro «nucleo d´amore». Alcuni sono ormai abbastanza grandi, hanno 8 o 10 anni, tutti, riflette Eleonora Calvelli, «sembrano molto vitali, indipendenti, forse perché nelle loro famiglie, la discussione è d´obbligo». Al Gay Pride hanno deciso di comunicare con Genova anche in altri modi. Uno è uno stand alla Fiera Primavera, nell´atrio del padiglione C. Per far capire che cosa è il Pride, prima dell´evento clou il 27 giugno che ha messo in allarme alcuni promessi sposi etero. «Non è che il vostro corteo intralcerà il nostro, nuziale?» hanno chiesto. Sono stati informati e rassicurati.

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