Berlusconi si schiera con i 101 “Errore i medici-spia e le ronde”
Fini apprezza. L´Onu censura l´Italia, Frattini: sono indignato
Da un´agenzia del Palazzo di Vetro accuse di razzismo e schiavismo. La Farnesina: falsità
BRUXELLES – «Agli amici della Lega dico che non possono volere sempre tutto». Messo in allarme dalla lettera dei 101 parlamentari che amplifica l´insofferenza di An per lo strapotere della Lega, Berlusconi per la prima volta perde la pazienza con i lumbard, soprattutto per le ronde e per la possibilità data ai medici di denunciare i clandestini. E anche se Bossi cerca di spegnere la polemica («Siamo amici, troveremo come sempre un accordo»), all´uscita del vertice del Ppe che precede il Consiglio europeo il presidente del Consiglio mette in riga con una certa durezza i suoi più fedeli alleati. A Bruxelles arriva al premier una telefonata del ministro dell´Interno Roberto Maroni, che esclude la fiducia sul ddl sicurezza e preannuncia la disponibilità a modificare la norma sui medici. Nessuna modifica invece per le ronde.
Per Berlusconi non c´è uno «strapotere» della Lega, ma il Cavaliere sente che a questo punto è necessario un «suggerimento» ai padani anche per evitare che il congresso di scioglimento di An (domani e domenica) e il congresso fondativo del Pdl (tra una settimana) si trasformino in un processo al partito di Bossi. «Noi sappiamo che i nostri interlocutori della Lega sono esigenti, che cercano sempre di affermare le loro idee», premette Berlusconi che subito dopo avverte: «Qualche volta possiamo dire di sì, qualche altra volta diciamo sì con difficoltà e altre volte diciamo no. E se da queste vicende dovesse uscire un suggerimento, sarebbe quello di dire agli amici della Lega di non volere sempre tutto». Da ieri è chiaro, ad esempio, che le «ronde» non piacciono affatto al Cavaliere: «Noi la questione delle ronde non la sentivamo, perchè pensavamo che sarebbe stata presa dall´opposizione e quindi dai media come la volontà di sostituirci alle forze dell´ordine, mentre invece non hanno nulla a che vedere con le forze dell´ordine». Anche su alcuni punti essenziali del decreto sicurezza Berlusconi non la pensa come la Lega, ma al contrario dice di sentirsi in sintonia con la lettera dei 101 parlamentari – molti di An – che hanno chiesto di non mettere la fiducia e di togliere la possibilità della denuncia da parte dei medici. «Io non ho nessuna obiezione a modificare la legge», dice Berlusconi. «Chi ha firmato mi ha detto di averlo fatto perché il testo rappresenta un sentimento che anche io condivido». Comunque «non è vero che i medici hanno l´obbligo di denunciare gli immigrati, abbiamo solo tolto il divieto a farlo». Fini ha «apprezzato» le parole di Berlusconi: «Mi riferisco – dice il presidente della Camera – ai dubbi sulla norma riguardante i medici». Molto meno soddisfatto di Fini deve essere Bossi che però non drammatizza: «Berlusconi è un amico e alla fine troviamo sempre l´equilibrio». Del resto, «tutti i segretari hanno dietro il partito che spinge, e anche Berlusconi si deve difendere. E poi ha detto cose equilibrate». Insomma, con l´altolà di Berlusconi «c´entrano le pressioni che ha avuto dal suo partito». E il Cavaliere non è «arrabbiato» con la Lega: «Perchè dovrebbe esserlo? Noi siamo troppo bravi». Ma se poi invece lo fosse – conclude Bossi – «per fortuna ci sono io che riesco a far trattare e ragionare la Lega, solo io ho la fiducia della base».
Alle tensioni nella maggioranza, sul fronte immigrazione si è aggiunto ieri un aspro botta e risposta tra Onu e governo italiano. Un rapporto diffuso ieri dall´Ilo – l´agenzia dell´Onu per il lavoro – accusa il nostro Paese di discriminare i lavoratori immigrati, soprattutto i rom, con trattamenti che configurano “razzismo” e “schiavismo”. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribattuto che il rapporto «contiene falsità» ed ha espresso all´Onu l´ «indignazione» del governo.

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