Razzismo, il linguaggio della politica sul banco degli imputati

Redattore sociale 18/03/2009
Al via la campagna ”Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti”. Noury (Amnesty Italia): ”Fare fronte alla deriva di un paese che spesso non riconosciamo più”. Ciani (Comunità di sant’Egidio): ”Mostrare la bellezza del convivere”

ROMA – “Alla politica chiediamo responsabilità, investire sui diritti umani anziché sulla paura, e investire sui diritti umani per tutti”. E’ la richiesta di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, in occasione della presentazione a Roma della Campagna nazionale “Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti”. “Nel concreto – ha spiegato Noury – questa campagna si propone di chiedere responsabilità attraverso una carta d’intenti che anche i rappresentati istituzionali potranno sottoscrivere impegnandosi a fare fronte alla deriva verso un Paese che spesso non riconosciamo più”.
Preoccupazioni sul livello di rispetto dei diritti umani sono state espresse anche dalla Comunità di Sant’Egidio. “Purtroppo oggi – ha detto Paolo Ciani, responsabile dei servizi con i rom e i sinti della Comunità di Sant’Egidio – vediamo un abbassamento della cultura della convivenza e dei diritti per tutti”.
Forte la richiesta al mondo politico delle diverse organizzazioni promotrici di ‘moderare’ i toni, essere più attenti a non usare affermazioni discriminatorie, ma l’appello chiede anche di fornire ai cittadini il quadro della realtà, senza distorsioni.”La paura – ha detto Ciani -, che noi pensiamo sia alla base di tante forme discriminatorie e di razzismo, è creata da toni che talvolta si alzano in maniera esagerata o irresponsabile. La paura si crea, ma non deve essere creata perché quando si scatena libera dei fantasmi che non si raccolgono più”. Il linguaggio della politica sul banco degli imputati anche per Amnesty. “Molti organismi internazionali dell’Onu e del consiglio d’Europa – ha affermato Noury – è che c’è una responsabilità di un linguaggio della politica spesso di natura discriminatoria, spesso xenofoba. Una politica che attacca etichette e stigma spesso su interi gruppi di persone che sono già in condizioni di vulnerabilità perché si tratta di cittadini stranieri, migranti, richiedenti asilo e minoranze etniche”.
L’iniziativa, oltre a prevedere una raccolta firme di adesione al Manifesto della campagna che verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, prevede l’impegno delle diverse organizzazioni a livello locale. “Faremo delle attività nei quartieri – ha spiegato Ciani -, laddove la convivenza è più difficile. Inizieremo sabato prossimo in un quartiere della periferia est di Roma, in cui cittadini italiani, immigrati e rom si incontreranno e mostreranno alla popolazione i lati positivi del vivere insieme”. Alla base dell’iniziativa, la speranza che lavorare su questo tema può portare frutti, nonostante le preoccupazioni. “C’è la consapevolezza – ha detto Ciani – che non è inutile lavorare per l’affermazione dei diritti e non è inutile lavorare contro il razzismo. Purtroppo noi vediamo un livellamento verso il basso e questo ci preoccupa. Per questo crediamo che sia utile parlarne, incontrarsi e mostrare la bellezza del vivere insieme”. (ga)

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