Diaz, il governo: «Assolvete i poliziotti»

Il manifesto 19/03/09

IL RICORSO DELL’AVVOCATURA DELLO STATOE’ arrivato il primo ricorso alla Corte di appello per la sentenza sul pestaggio della Diaz, nei giorni del G8 2001 a Genova. E a firmarlo è l’avvocatura dello stato, in rappresentanza del ministero degli interni. Che si schiera completamente dalla parte degli imputati, al punto di chiedere che siano tutti assolti. Persino i pochi condannati (13 dei 29 imputati) per quei fatti, tutti a pene piuttosto lievi e a rischio di rapida prescrizione. Il ministero dell’Interno, rappresentato da Domenico Salvemini, ha scritto che il giudice autore delle poche condanne «stravolge il capo di imputazione \ agli imputati non possono essere addossate responsabilità per le singole aggressioni solo perché non le hanno evitate». La responsabilità penale è personale «e non è stata provata».
In particolare, Salvemini spiega che vanno prosciolti Pietro Troiani e Michele Burgio, condannati a novembre per la calunnia e per il porto illegale di armi da guerra, rispettivamente a 3 anni e 2 anni e sei mesi: «I due imputati non erano consapevoli dell’utilizzo calunnioso delle due bottiglie nei confronti di persone innocenti». E chiede il proscioglimento anche per il reato di calunnia per un presunto accoltellamento denunciato da un agente e avallato da un suo superiore, che poi, alla prova dei fatti, si era dimostrato dubbio.
Insomma, assoluzione per tutti. Senza dedicare neppure una parola, nelle ventotto pagine di ricorso, al fatto che con la piena assoluzione di tutti gli imputati le vittime delle violenze di quella notte perderebbero anche la possibilità di ricevere un risarcimento danni in sede civile.
La sentenza che ha assolto la maggior parte degli imputati, aveva suscitato molte polemiche già a novembre. Perché tra i 16 assolti erano compresi i più alti gradi delle forze dell’ordine imputati. Con l’eccezione di Vincenzo Canterini, comandante del Nucleo mobile, il reparto coinvolto in gran parte delle violenze. Sa. M.

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