Crossing Tv festeggia il primo anno di attività

Redattore sociale 16/03/2009
Al primo giro di boa la web tv bolognese dei ragazzi immigrati di seconda generazione, fra riconoscimenti e premiazioni. Bilanci e prospettive di un esperimento interculturale proiettato nel futuro

BOLOGNA – Ragazzi che parlano a ragazzi. Giovanissimi, per lo più: fra i 16 e i 20 anni. Figli di famiglie immigrate o figli di famiglie italiane. Tutti accomunati da pregiudizi e stereotipi duri da abbattere. È questo l’identikit e insieme il valore aggiunto di Crossing Tv, la televisione via web che nei giorni scorsi ha festeggiato un anno di attività. In cantiere una nuova impostazione grafica del sito e nuovi contenuti. Ma a chi si rivolge Crossing Tv?
“Ai giovani della ‘cross-generation”, aperti alle contaminazioni, che vivono con disinvoltura in una società multiculturale e cosmopolita” racconta Silvia Storelli, l’ideatrice e regista del progetto. “Diamo la parola a ragazzi che spesso sono ignorati dai media tradizionali. Questo apre una fetta di mercato importante, a cui stiamo lavorando negli ultimi tempi”.
Già, perché Crossing Tv si basa totalmente sul lavoro volontario e su qualche sponsorizzazione del Comune di Bologna. Nonostante le attrezzature a basso costo, i video sono formalmente ineccepibili e il sito internet è curato in ogni dettaglio. Silvia, videomaker professionista, coltivava da tempo questo progetto. Quando la tecnologia lo ha permesso a costi sostenibili, ha pensato di coinvolgere gli adolescenti delle scuole superiori bolognesi con cui ha lavorato nel corso degli anni. Molti sono nati o cresciuti in Italia, ma hanno origine cinese, romena, congolese. È la cosiddetta 2G, la “seconda generazione”, l’anima di questa innovativa web tv.
In gennaio, è arrivato l’invito da parte della Bocconi per la presentazione di un libro riguardante la ‘Cross Generation’ e il marketing. L’accoglienza è stata calorosa. In programma c’è anche la premiazione per un laboratorio scolastico di una parte del gruppo, al cospetto della presidenza del Consiglio. Gli accessi al sito crescono giorno dopo giorno, alcuni dei ragazzi che “vanno in video” vengono persino riconosciuti per strada. Per loro la web tv non è solo un luogo di scambio culturale e di condivisione di affetti, ma anche un laboratorio permanente, dove possono apprendere sul campo un mestiere e valorizzare le proprie capacità, passo dopo passo.
Mentre fioccano i riconoscimenti e Crossing Tv acquisisce sempre più visibilità, le rubriche, il cuore pulsante del progetto, si arricchiscono di nuovi contenuti. Si passa da SoSex, sui temi della sessualità, in collaborazione con il Comune di Bologna e la sezione giovani dell’Ausl, a Cartoline, in cui si racconteranno alcuni luoghi della città legati con un filo rosso a delle emozioni particolari. Le rubriche hanno spesso un formato tradizionale, che strizza l’occhio ai programmi più seguiti dai giovani. È sicuramente un modo di “appropriarsi di un media fino ad ora inavvicinabile (la televisione), per riempirlo di contenuti culturalmente innovativi e dirompenti”, come si legge nella presentazione sul web. Si passa dunque da recensioni di spettacoli e film a episodi sull’amicizia e l’amore, dall’intervista a Moni Ovadia alla partecipazione all’ultimo concerto del rapper romano Amir. In alcuni casi, il servizio si trasforma in un viaggio alla scoperta della propria e dell’altrui cultura. A vedere i film romeni, ad esempio, realizzato da redattori romeni, è più di un semplice videoclip giovanile. Arricchito da interviste a scrittori e registi accorsi a Bologna da Bucarest per il festival Le Parole dello Schermo promosso dalla Cineteca di Bologna, il reportage è un’occasione di confronto per i ragazzi con prodotti cinematografici d’eccellenza del proprio Paese di origine. Film che forse non avrebbero visto in Romania, come testimonia un giovane cameraman alla fine del video. Crossing Tv riesce allora nel suo obiettivo, piccolo ma importante, di incunearsi fra l’allarme pubblico e lo stereotipo dello straniero. Con la sua arma migliore: la naturalezza.

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