Uniti contro la crisi, il 4 aprile tutti in piazza con la Cgil

IL 4 APRILE E' ANCHE UN APPUNTAMENTO DELL'ARCI E DELL'ASSOCIAZIONISMO! Insieme per costruire un futuro diverso, più giusto e solidale. Per uscire dalla crisi facendo avanzare i diritti, la democrazia, le tutele sociali. È l'obbiettivo su cui la Cgil ci chiama alla mobilitazione nazionale, il 4 aprile a Roma. Mentre tutti i governi si impegnano per far fronte alla crisi, quello italiano propone rimedi risibili, appelli all'ottimismo, fumo negli occhi. E intanto tutela gli interessi dei più forti, alimenta diseguaglianze, smantella le tutele sociali. Usa la crisi per dividere i lavoratori, delegittimare i sindacati e l'opposizione sociale, svuotare lo spazio pubblico, trasformare in senso autoritario la democrazia. Invece l'Italia avrebbe le risorse per resistere alla crisi e uscirne migliorata. Cambiare strada si può, come dimostrano gli Stati uniti di Obama. È possibile puntare su modelli sostenibili di produzione e di consumo, sui diritti, sulla qualità dei territori e delle relazioni sociali. Ridistribuire ricchezza, colmare le disuguaglianze che sono all'origine della paura, della guerra fra poveri, dell'imbarbarimento culturale. La storia ci dice che dalle grandi crisi di sistema si può uscire in direzioni opposte: con più diritti o più ingiustizia, più democrazia o più autoritarismo, con il progresso sociale e culturale o con l'arretramento di civiltà. Come già in altre fasi cruciali della nostra storia, la Cgil rappresenta oggi un baluardo a difesa dei diritti e dei valori democratici. La manifestazione del 4 aprile non riguarda solo il mondo del lavoro, ma tutte le forze che, su fronti diversi, sono impegnate a contrastare il declino del paese. È importante che l'appello venga raccolto dai soggetti della società civile. Una grande presenza dell'associazionismo popolare al corteo del 4 aprile sarebbe un segnale importante di solidarietà, la risposta più chiara al tentativo di contrapporre sindacato e cittadinanza, ma anche un fatto politico significativo. La prova che un'alleanza sociale per impedire l'uscita autoritaria dalla crisi esiste e che vuole essere punto di riferimento per indicare la via di un futuro e di un Paese migliore. Paolo Beni - editoriale Arcireport n. 10

L’Arci sarà presente alla Manifestazione indetta dalla Cgil per il 4 aprile con un suo stand a Piazza della Repubblica, dove ritirare bandiere e materiali e uno striscione che precederà il suo spezzone dall’inizio della manifestazione.

Dalla Liguria sono previsti 10 mila partecipanti che arriveranno sabato mattina nella capitale a bordo di tre
treni speciali (uno da Genova, uno da Savona e uno da La Spezia) e di oltre 100 pullman.

La partenza da Genova dei pullman riservati per l’Arci – partecipazione libera con sottoscrizione volontaria – è prevista per la mezzanotte di venerdì 3 aprile dall’ex parcheggio ILVA alla stazione di Cornigliano. Chi arriva in auto può usufruire dei parcheggi della CGIL e/o di Villa Bombrini. L’arrivo a Roma, attorno alle 8 di sabato, sarà all’Eur, da dove si raggiungerà il punto di ritrovo dell’Arci in piazza della Repubblica. La partenza dei cortei è prevista per le 10.00, il comizio conclusivo di Epifani alle 12.30 e la partenza per Genova alle 17 dall’Eur.

Prenotazioni, anche telefoniche, presso la sede del Comitato provinciale – Via San Luca 15/11, tel. 010.2467506 – o scrivendo a info@arcigenova.it.

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UNITA’  ANTICRISI: IL  4  APRILE  IN  PIAZZA  CON  LA  CGIL -

“Il mondo è attraversato da una crisi drammatica, tutti i governi si mobilitano, il Governo italiano pensa ad altro. Un governo che non decide è un governo che vuole scaricare i costi della crisi su lavoratori e lavoratrici, su pensionati e pensionate, sui giovani. E’ la risposta sbagliata. Nella crisi servono più tutele sociali, non meno”. “Futuro sì, indietro no. Giù le mani da salari, pensioni, libertà e diritti. Insieme per costruire un futuro diverso, più democratico, più giusto e solidale”. Su queste parolad’ordine la CGIL chiama alla mobilitazione nazionale. Un grande corteo il 4 aprile attraverserà le vie di Roma per finire al Circo Massimo. Tutto questo, ovviamente, ci riguarda. Ciascuna delle nostre organizzazioni e reti è impegnata, con le proprie specificità e le proprie proposte, per gli stessi obiettivi.

Insieme, facciamo appello per una presenza forte e visibile dell’associazionismo, dei movimenti e della società civile organizzata nel corteo. Crediamo sia la migliore risposta al tentativo del Governo di dividere e isolare il sindacato, costruendo contrapposizione artificiose fra sindacato e cittadinanza. Al contrario, già in tante città italiane le manifestazioni sindacali hanno coinvolto in queste settimane non solo i lavoratori ma tutta la comunità, ed è importante che questo stesso segnale di unità e solidarietà si realizzi a Roma, in un corteo che avrà oggettivamente una grande valenza politica.

La disoccupazione sta aumentando a livelli vertiginosi, così come il ricorso alla cassa integrazione. Una grande quantità di lavoratori e cittadini non può accedere ad alcuna misura di sostegno e milioni di famiglie, non solo povere ma anche di ceto medio, stanno affrontando un periodo drammatico. La contrazione forzata dei consumi si ripercuote, in un sempre più grave circolo vizioso, sui produttori grandi e piccoli.

Eppure viviamo in un paese ricco, dove esistono risorse sufficienti per resistere alla crisi e per uscirne addirittura migliorati, impostando su basi più eque e sostenibili produzione, consumo, diritti individuali, relazioni sociali e legami comunitari. Bisogna però avere la volontà, e gli Stati Uniti di Obama dimostrano che è possibile, di operare una seria redistribuzione della ricchezza che negli anni passati è stata accumulata, accaparrata, occultata da pochissimi a scapito della stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine.

Una società più equa è la condizione per una società più libera dalla paura, dalla competizione per la sopravvivenza, dalla guerra fra poveri. Sappiamo che se la crisi invece sarà usata per alimentare ulteriori diseguaglianze, tutto il vivere civile sarà messo più a rischio di quanto già non accada, consegnando intere fette di popolazione al populismo, al razzismo,all’oscurantismo.

La storia ci ha già dimostrato che dalle grandi crisi di sistema si può uscire in modi assai diversi: con più democrazia o più autoritarismo, con più diritti o più ingiustizia, con più libertà o più sfruttamento. E crediamo di avere il dovere, per rappresentare degnamente i nostri soci, i nostri aderenti e quelle parti di società che a noi guardano, di farci parte integrante ed attiva della più ampia alleanza sociale per resistere alle tentazioni totalitarie che la crisi globale porta con sé e di cui il Governo italiano è uno dei portatori più convinti.

Per questo invitiamo davvero ciascuno a fare il massimo sforzo perché la manifestazione del 4 aprile dia a tutto il paese il segnale che questa alleanza esiste e che può fornire un punto di riferimento a tutti coloro che stanno vivendo con crescente sofferenza questi tempi duri, non solo difendendo chi ha maggiori problemi ma anche indicando, per tutti e tutte, la via per un futuro e un paese migliore.”
Prime adesioni:
ARCI – ANCeSCAO – Arciragazzi – ARCI Servizio Civile – Auser – CNCA – Federconsumatori – Gruppo Abele – Legambiente – Lunaria – Rete degli studenti medi – Unione degli Studenti – Un ponte per… – UISP

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