La ricetta di Benedetto XVI contro l’Aids in Africa: «No al preservativo»

Il manifesto 18 marzo 2009

Il papa è arrivato ieri in Camerun. Andrà poi in Angola. Ripete la dottrina della chiesa: «Fedeltà e astinenza»
Fausto Della Porta
Ancora non era sbarcato in Africa, e già ha fatto discutere. Papa Benedetto XVI ha pensato bene di cominciare il suo primo viaggio apostolico nel continente, in Camerun e Angola, con un violento attacco contro l’uso dei preservativi. «Il problema dell’Aids non può essere risolto distribuendo condom. Aumenta solo il problema», ha detto Joseph Ratzinger ancora a bordo dell’aereo diretto a Yaoundé, capitale del Camerun. Nel ribadire quella che è la dottrina ufficiale della Chiesa – fedeltà all’interno del matrimonio e, al limite, astinenza – , il pontefice ha messo il dito in una piaga piuttosto dolorosa. Dal 1980, l’Aids ha ucciso in Africa almeno 25 milioni di persone. Ci sono vari paesi, soprattutto nella parte meridionale del continente, in cui un’intera generazione è stata spazzata via dal virus dell’Hiv. Le parole di Ratzinger vanno nella direzione dell’astinenza e della castità: serve, afferma il Papa, «una umanizzazione della sessualità, cioè un riconoscimento spirituale e umano che implica un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro».
Giunto nel pomeriggio in una Yaoundé tirata a lucido per l’arrivo dell’illustre ospite, in cui troneggiavano poster con l’inamovibile presidente Paul Biya – al potere dal 1982 – insieme al pontefice e la scritta «una comunione perfetta», il papa ha poi affrontato il tema della povertà e degli effetti della crisi finanziaria sul continente, che sperimenta gli effetti secondari del calo delle rimesse, della diminuzione degli aiuti, dei crediti e delle entrate derivanti dalle ricette turistiche. «In un tempo di globale scarsità di cibo, di scompiglio finanziario, di modelli disturbati di cambiamenti climatici – ha detto all’aeroporto della città, nel suo primo discorso ufficiale – l’Africa soffre sproporzionatamente: un numero crescente di suoi abitanti finisce preda della fame, della povertà, della malattia».
Il papa si è poi scagliato contro «il traffico di esseri umani, moderna forma di schiavitù». La crisi economica mondiale e i suoi riflessi sul continente erano stati uno dei temi centrali della tradizionale conferenza stampa a bordo dell’aereo, decollato da Fiumicino alle 10.25. «La causa della recessione – ha detto il Papa nel resoconto dell’Osservatore romano – è soprattutto di carattere etico, perché “dove manca l’etica, la morale, non può esserci correttezza nei rapporti”».
Ma è del tutto probabile che le polemiche sui condom lo inseguiranno per tutto il viaggio. Già ieri diverse associazioni sono insorte contro le parole del pontefice. Fra queste ActionAid, che ha ribadito come il «condom sia un’arma decisiva per la lotta contro l’Aids». «Riteniamo che non si debba in nessun modo sottovalutare o negare l’importanza dell’uso del preservativo come mezzo di prevenzione dell’Hiv/Aids – accanto ad altri mezzi, e nel quadro di una strategia che ha come obiettivo ultimo l’assunzione di comportamenti sessuali centrati sulla responsabilità e sul rispetto», ha aggiunto Giorgio Menchini, coordinatore dell’Osservatorio Italiano Aids – rete di 22 Ong impegnate nella lotta contro la pandemia in diversi paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa.
Dopo la tappa in Camerun, Benedetto XVI sarà in Angola, per poi fare ritorno a Roma nella giornata di venerdì.

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