Braccialetto elettronico, cento richieste lo vogliono anche Treviso e Reggio Calabria
Repubblica 18-03-09
Partenza già prima di Pasqua. Tre mesi di prova per verificare la tenuta del “geolocalizzatore”
UNA CASSIERA del cinema. Una turnista che abita nei vicoli. Altre che abitano in zone lontane e disagiate. Ma tra le donne che lavorano di notte e che hanno chiesto di sperimentare il braccialetto elettronico («ma non è questo il suo vero nome» lamenta Francesco Scidone, assessore alla Sicurezza) non mancano molte non genovesi. Perché sono oltre un centinaio le richieste arrivate al Matitone; mentre arrivano richieste di informazioni da altri comuni. Salerno e Modena per primi, ma anche Reggio Calabria che ha contattato l´azienda distributrice dell´apparecchio, la Geoskeeper. «Se è per questo, dopo aver letto sui giornali della sperimentazione genovese, ci ha chiamato anche il polo tecnologico della Presidenza del consiglio» spiega Massimo Conte, uno dei soci dell´azienda che distribuisce la tecnologia israeliana Aerotel. Finora utilizzata soprattutto da agenzia di security; ma non mancano anche le imprese private che hanno chiesto i geolocalizzatori da polso per inserirli nel loro sistema di controllo, per dipendenti in zone pericolose o isolate. E se un privato volesse acquistarli? «Non c´è problema, costano 535 euro più Iva l´uno – ribatte Conte – però il sistema di controllo è un´altra cosa». Per quanto riguarda il Comune, che ha previsto una spesa di 16 mila euro da fondi regionali ed europei, il call center sarà attivato da Telecom.
La prossima settimana i 35 “orologioni” (ma c´è anche la versione da portare al collo, come un cercapersone) arriveranno al Matitone e ci sarà un incontro con i prescelti per spiegare come utilizzare la tecnologia di sicurezza (reale o percepita, si vedrà). Quando si parte? Prima di Pasqua, per una sperimentazione, come previsto, di tre mesi. Tra i volontari ci sono anche numerosi anziani, in genere persone già seguite dai servizi comunali, e due plessi scolastici, (San Francesco d´Albaro e Sampierdarena) mentre è tramontata l´ipotesi di interessare una compagnia crocieristica: più facilmente si cercherà di identificare come “turista” qualche trasfertista che non conosce la città, ma che vi soggiorna per almeno uno-due mesi.

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