An e le foto con i neonazi, il governo chiarisca”
Repubblica 18-03-09
Pd e Idv all´attacco. Ma La Russa smentisce: “Al mio fianco solo un carabiniere” I democratici scrivono al presidente del Consiglio. Di Pietro: restano fascisti
ROMA – È bufera sulle foto che ritraggono esponenti politici, ministri e sindaci, in compagnia di militanti dell´estrema destra nazifascista. Il Pd chiede chiarimenti al presidente del consiglio: «Berlusconi chiarisca subito: vogliamo sapere se quegli abbracci siano stati casuali o frutto invece di una frequentazione e di un´amicizia più consolidata. Perché – è spiegato in una lettera – in quest´ultimo caso, ci si troverebbe di fronte a inaccettabili amicizie di autorevoli esponenti dell´attuale governo con rappresentanti politici le cui inclinazioni neofasciste, razziste e violente sono state più volte oggetto della cronaca di questi ultimi anni». Anche Di Pietro s´è rivolto al premier: «Come volevasi dimostrare: fascisti erano e fascisti sono rimasti». Le immagini – pubblicate ieri da “Repubblica” e tratte dal libro “Bande nere” di Paolo Berizzi (Bompiani, in libreria da oggi), hanno per protagonisti i ministri Ronchi e La Russa. Il primo appare in compagnia di Roberto Jonghi Lavarini, fondatore del circolo nazifascista milanese Cuore nero e sostenitore delle “destre germaniche” e del partito sudafricano pro-apartheid. La Russa ieri sera invece ha smentito di essere stato ritratto in compagnia di un mafioso di Quarto Oggiaro, Ciccio Crisafulli. Il ministro sarebbe invece in compagnia di un´altra persona, il carabiniere Nicola Giuliano, che lavora a Milano presso la Banca d´Italia. La Russa ha aggiunto: «La foto di Ronchi non rivela nulla. Lavarini è un ex militante di An che ha fato numerose campagne elettorali in città». «La forza con cui il ministro La Russa smentisce che la persona con la quale è ritratto nella foto in questione sia Crisafulli, mi induce alla necessità di un ulteriore approfondimento, che va ad aggiungersi alle numerose verifiche già fatte prima», ha replicato Berizzi. «Se da tale approfondimento risulterà che La Russa ha ragione sono pronto a chiedere scusa».

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