Stupri e omicidi “correttivi” per le lesbiche in Sudafrica

RaiNews24 – Sta diventando una vera e propria piaga sociale, in Sudafrica, lo stupro di gruppo usato come mezzo per ‘curare’ le donne lesbiche. Lo denuncia oggi un rapporto della Organizzazione non governativa (Ong) ActionAid intitolato ‘Crimini d’odio: l’aumento dello stupro correttivo in Sudafrica’.
Sempre piu’ spesso bande di uomini sudafricani attaccano, violentano e in alcuni casi uccidono donne il cui orientamento sessuale e’ ritenuto una malattia da estirpare. La gravita’ della situazione e’ apparsa evidente dopo il caso di Eudy Simelane, calciatrice, lesbica, stuprata e uccisa l’anno scorso.
La Costituzione sudafricana e’ peraltro una delle piu’ progressive e il Sudafrica e’ stato il primo paese dell’Africa a legalizzare, nel 2006, il matrimonio tra omosessuali. I pregiudizi pero’ restano, soprattutto nelle enormi periferie metropolitane e gli omosessuali, in particolare le donne, continuano ad essere sotto tiro. Solo a Citta’ del Capo, secondo i dati raccolti da ActionAid, ogni settimana sono almeno dieci le lesbiche aggredite e costrette a subire quello che viene definito ‘stupro correttivo’.

Una donna che lavora in un gruppo di supporto alle vittime di violenza sessuale, anche lei lesbica, ha raccontato ad ActionAid: “Veniamo insultate ogni giorno, aggredite e picchiate se camminiamo da sole, rischiamo costantemente di essere stuprate. Ci dicono, quelli delle bande, ‘se ti violento poi tu righerai dritto, comprerai le gonne e imparerai a cucinare. Perche’ avrai imparato come deve essere una vera donna’ “.

Dal 1998 ben 31 lesbiche sono state assassinate in Sudafrica da aggressori omofobici, ma la cifra e’ probabilmente molto al di sotto della realta’. E i crimini di questo tipo sono in continuo aumento. Anche perche’, secondo ActionAid, la polizia e la magistratura non riescono quasi mai ad arrestare e a condannare i colpevoli. Solo due dei 31 omicidi sono finiti con un processo e solo in un caso il tribunale ha emesso sentanza di condanna.

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