Inaugurato l’infopoint: con gli organizzatori mamme e piccoli del vicino asilo nido”

Il Pride del 2009 è per noi l’occasione di sottolineare la piena cittadinanza delle persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali) italiane. La nostra presenza sociale è oggi considerata dalla gran parte della società italiana un fatto positivo e arricchente dei differenti vissuti e punti di vista. Per questo riteniamo che nel pieno della crisi economica e sociale del Paese sia nostro dovere sottolineare come le persone LGBTQI condividano la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro, per la restrizione della disponibilità di reddito, per la precarizzazione esasperata della propria esistenza. Ribadiamo con forza che l’Italia cambierà solamente quando diritti civili e diritti sociali saranno collegati insieme in un progetto di mutamento delle condizioni concrete delle persone. La nostra piattaforma rivendicativa, è rimasta sostanzialmente immutata dal Pride nazionale di Roma del 2007 passando per il Pride nazionale di Bologna del 2008. Questo dimostra l’arretratezza e l’immobilismo della politica italiana. Nel 2009 vogliamo aggiungere alle nostre specifiche e legittime aspirazioni un messaggio politico di aggregazione di tutte le forze sociali e culturali italiane affinché dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dalla incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo una nuova idea di società plurale e solidale. Per tutte queste ragioni, il 27 giugno, vigilia del quarantennale del movimento mondiale, il Genova Pride 2009, sarà la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà, della solidarietà, del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche, politiche e religiose. In particolare siamo impegnati per la tutela e aiuto nei confronti delle persone LGBTQI appartenenti a etnie e religioni provenienti da paesi ove sono perseguitate. È per noi essenziale ribadìre la difesa della Costituzione e della laicità dello Stato, insieme alla difesa e promozione della vita e dignità delle persone e delle famiglie LGBTQI in particolare contrastando l’ondata di omofobia, lesbofobia, transfobia che si è abbattuta negli ultimi anni nel nostro Paese. Un laboratorio per sperimentare nuovi percorsi anche dentro il movimento LGBTQI, che deve saper interpretare l’impetuoso cambiamento economico e sociale determinato dalla crisi. *** Comitato Genova Pride Pride nazionale LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuati) 2009 mail comitato@genovapride.it web www.genovapride.it tel. 347.8223326

L’articolo di Nadia Campini su Repubblica, che riportiamo qui di seguito, fa giustizia delle strumentali polemiche dei “soliti noti”. Il convinto sostegno dell’Arci è stato portato da Walter Massa , presidente di Arci Liguria e membro della presidenza nazionale. All’inaugurazione dell’Infopoint, di cui è stata madrina Lella Costa, ha partecipato anche la sindaco Marta Vincenzi. Il Gay Pride spostato al  27 giugno.

Gabriele è al terzo pezzo di torta, la sua amichetta tiene un palloncino per mano e un pezzo di focaccia in bocca, i piccoli dell’asilo nido San Donato festeggiano con il popolo gay l´inaugurazione dell´infopoint del comitato Genova pride in salita Mezzagalera, nel locale messo a disposizione dal Comune proprio a fianco dell´ingresso del nido di San Donato.

Le polemiche sono dilagate in consiglio regionale, ma inaspettatamente la difesa arriva proprio dai genitori dei piccoli ospiti del nido, che hanno sottoscritto una lettera aperta dove invitano a «non strumentalizzare i bambini». «Il problema della sicurezza dei nostri figli non è legata affatto alla presenza nella palazzina adiacente all´asilo dell´associazione del pride – scrivono i genitori – ma piuttosto ai cocci di vetri, alle siringhe, agli escrementi umani e non, all´alcol abbandonato in bicchieri e lattine» nella zona adiacente all´asilo. E per dare un senso concreto alle parole contenute nella lettera ieri diverse mamme hanno partecipato con i loro piccoli al rinfresco offerto per l’inaugurazione della nuova sede, alla quale hanno preso parte anche l´attrice Lella Costa

Lella Costa madrina del Genova Gay Pride

Lella Costa madrina del Genova Gay Pride

e la sindaco di Genova Marta Vincenzi. «Per Genova questa è l´occasione di essere non solo l´ospite di una manifestazione – spiega la sindaco Marta Vincenzi – ma anche si dare concretezza al tema di Genova città dei diritti, di poter riflettere insieme e crescere con una scelta di civiltà, come città che accoglie che tutti, anche e soprattutto in un momento di crisi economica, nel quale è più che mai importante riconoscere e accettare le diversità».
Il locale di vico Mezzagalera avrà più che altro la funzione di infopoint per il pride, sarà aperto tutte le sere, escluso sabato e domenica e anche alcuni pomeriggi la settimana, con l´obiettivo di arrivare a tenere aperto tutti i giorni. L´accordo col Comune prevede un affitto fino a giugno, rinnovabile fino a dicembre, ma l´obiettivo è più ambizioso. «Potrebbe diventare anche un punto permanente – dice la sindaco – vediamo come si evolverà la situazione». «Con questa inaugurazione entriamo nel vivo dell´organizzazione – spiega Riccardo Gottardi, segretario nazionale Arcigay – qui avremo anche il nostro punto di riferimento per la distribuzione di materiale informativo e del kit del pride per i negozi. « Il kit comprende un salvadanaio con la Lanterna, vetrofanie, bandierine e manifesti che verranno distribuiti agli esercizi commerciali «friendly», che vorranno testimoniare la loro apertura al pride.
Se sul percorso molto lavoro è stato fatto dalle associazioni del pride con i vigili urbani, resta ancora aperta la questione della data, il 13 giugno, coincidente con la manifestazione del Corpus Domini. Anche la Vincenzi aveva fatto presente che forse sarebbe più opportuno non far coincidere le due iniziative, soprattutto per problemi di viabilità, e il comitato del pride ha dato la sua disponibilità a parlarne, scrivendo al cardinale Bagnasco per chiedere un incontro in modo da discutere la questione, ma per il momento dalla Curia non sono arrivati riscontri. «Teoricamente non è impossibile anche dal punto di vista organizzativo tenere le due manifestazioni lo stesso giorno – spiega Gottardi – anche in passato è già stato usato un palco mobile, vedremo. Affrontiamo tutte le questioni organizzative, poi la data è una conseguenza, non si può partire solo dalla data, perchè allora il problema sarebbe di carattere ideologico».

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