Bilancio sul FSM di Belem, campagne di primavera, G8 in Italia

Coordinamento italiano per il FSM e il FSE – Repor della riunione del 4 marzo. Chi è interessato a seguire i lavori del Coordinamento Italiano per il FSM e il FSE può iscriversi all’apposita mailing list andando alla pagina – www.openesf.net/projects/esf-fsm-italia/lists/forum-sociale-mondiale-2008 – e scrivendo nell’apposito spazio il proprio indirizzo email.

ELEMENTI DI VALUTAZIONE DEL FORUM SOCIALE MONDIALE DI BELEM

Il giudizio di tutti è molto positivo: un buon evento, una buona discussione. La rete globale non solo regge, ma si allarga. Grande la presenza brasiliana, con una partecipazione dal basso molto forte. Importante la enorme presenza giovanile (50.000 giovani su più di 150.000 partecipanti), anche se al contrario la rete studentesca mondiale non ha avuto il protagonismo degli anni passati.

Non è stato un evento rituale, c’era molto interesse e curiosità politica, dovuta agli interrogativi sulla crisi e alla novità sullo scenario internazionale con Obama, anche se il tema della nuova presidenza Usa è stato più evocato che tematizzato e se le aspettative sono assai differenti fra le varie componenti del Forum. Il dibattito sulla crisi ha evidenziato che in America Latina esiste la proposta di un pensiero originale sulle alternative che in Europa non si intravede.

Ottimo il giudizio sul protagonismo della questione indigena, che non è stato folkloristico ma politico. Il pensiero indigeno può fornirci di un immaginario per vedere la luce in fondo al tunnel della crisi globale: basti pensare all’importanza che anche in Europa può avere il dibattito su identità, comunità, crisi dello stato e stato plurinazionale per la ricostruzione di un nuovo spazio pubblico. Fondamentale il concetto del “buen vivir” che permette di superare il dibattito crescita-decrescita e proporre una alternativa qualitativa e positiva.

Importante la centralità della questione ambientale e la giustizia climatica come concetto complesso e di convergenza intersettoriale. La critica allo sviluppo è stata la cifra unitaria di tutto il Forum.

Anche dal punto di vista metodologico, il giudizio è positivo: con la decisione di tenere assemblee finali tematiche e le assemblee delle assemblee si è finalmente superata la divisione fra discussione e decisione. Anche se questa novità è stata affrontata con qualche timidezza , e anche se l’ultimo giorno non è stato assolutamente all’altezza delle possibilità né nella fase preparatoria né nella realizzazione, bisogna garantire la continuità di questa scelta.

Ciò che ha permesso davvero di passare dal solo dialogo alla vera convergenza su obiettivi, è stato il lavoro delle reti organizzate, che si sono fatte carico di arrivare al Forum con percorsi unitari già strutturati. Questa parte del programma dovrebbe in futuro essere resa maggiormente visibile, ed è essenziale investire sul lavoro delle reti.

Unanime il giudizio di una molto maggiore maturità nella relazione con la politica e le istituzioni, fondata su una autonomia forte che ha permesso il confronto e la presenza dei presidenti latinoamericani senza alcuna subalternità.

Tutta questa potenzialità, però, rischia di non essere usata e valorizzata a pieno per la carenza di capacità organizzativa (sia nella preparazione che nella realizzazione del Forum, sia nella gestione dei suoi risultati). A molti il problema pare più politico che tecnico: molte sono le reti e le organizzazioni che, pur non mettendo più in discussione lo spazio Forum, temono però un suo troppo grande protagonismo e preferiscono una struttura debole. Il processo intero si regge su un Consiglio Internazionale debole e incapace di dare gambe a una strategia, su un ufficio minuscolo, su pochissima gente che può garantire continuità del lavoro, e anche negli eventi Forum il rischio è che il Comitato Organizzatore locale non abbia un interlocutore capace di affermare un punto di vista generale, oltre gli equilibri politici locali.

Da questo punto di vista è utile dare un contributo attraverso le commissioni del Consiglio Internazionale, che sono aperte a chiunque abbia voglia di lavorarci. La scelta dell’allargamento al mondo arabo, con il prossimo Consiglio che si terrà in Marocco in una sessione speciale aperta a molte organizzazioni di Maghreb e Mashrek, è frutto della Commissione Espansione, e grande importanza per la tenuta del processo in questi ultimi anni ha avuto la Commissione Comunicazione, che ha saputo costruire un gruppo di volontari internazionali dedicati. Belem ha avuto una grande copertura nei media internazionali (a differenza di ciò che è accaduto in Italia).

IL LAVORO DELLE RETI INTERNAZIONALI

Lavoro e globalizzazione: il network, nato con l’obiettivo di far convergere sindacati e organizzazioni sociali sui temi del lavoro, a Belem ha visto i sindacati delle federazioni Internazionali accettare ufficialmente il confronto, superando la tradizionale partecipazione al Forum solo in spazi propri. La crisi globale spinge a cercare alleanze e terreni comuni di lavoro.

Il network sulla crisi globale, che ha riunito a Parigi prima del Forum un gran numero di organizzazioni sociali, movimenti, grandi ong e sindacati, ha proseguito a Belem il suo lavoro di connessione inter-settoriale, per affrontare la crisi nei suoi diversi aspetti, e proseguirà il suo lavoro in un altro seminario a Francoforte. Transform ha in progetto la costruzione di un sito di interconnessione delle analisi e delle azioni sulla crisi globale.

La rete pace e guerra ha fatto un salto di qualità unitario, intorno ai temi della Nato, dei conflitti, delle basi e del disarmo, e ha trovato una capacità di espressione unitaria su molti temi e vertenze.

La rete per l’acqua ha utilizzato Belem per connettersi ai temi del movimento contadino brasiliano, delle grandi campagne contro le dighe e del movimento indigeno, dei conflitti trasfrontalieri legati al controllo delle risorse, evidenziando la necessità di affrontare la crisi globale creando connessioni fra i temi settoriali.

La rete dell’economia solidale è passata dal tradizionale scambio di pratiche a un lavoro più politico e di interconnessione fra temi e soggetti.

Per la prima volta il tema della criminalità organizzata si è legato ad altri temi, come quelli ambientali, e ha prodotto un programma di lavoro comune globale sulla corruzione.

Il percorso sulla crisi di civilizzazione che ha tenuto insieme organizzazioni indigene, popoli senza stato, organizzazioni sociali latino americane ed europee ha prodotto una riflessione sui temi della identità, comunità, risposte alla crisi dello stato nazione, buen vivir per la rilocalizzazione dell’economia, del potere e della democrazia.

Lo spazio sport per tutti e la maratona organizzata dall’UISP ha evidenziato la possibilità di vivere il Forum per costruire convergenze non solo attraverso il dibattito ma anche con azioni concrete tese a far incontrare le persone.

Le campagne di primavera

L’agenda delle vertenze, delle campagne e delle mobilitazioni emerso da Belem è molto fitto per tutto l’anno, e si concluderà a dicembre con le iniziative previste intorno all’appuntamento Onu sul clima a Copenhagen.

Un concentrato di iniziative a carattere globale è previsto a cavallo fra marzo e aprile:

il Forum Alternativo per l’Acqua ad Istanbul, dal 16 al 22 marzo, negli stessi giorni del Forum Mondiale dell’Acqua organizzato dalle multinazionali, e una Settimana globale di Azione

le mobilitazioni sulla crisi globale intorno al G20 di Londra del 2 aprile

le tante iniziative intorno al 30 marzo, Giornata della Terra in Palestina

le mobilitazioni in occasione del sessantesimo della Nato, che verrà celebrato a Strasburgo

Non tutte le organizzazioni del FSM parteciperanno a tutte le mobilitazioni, ma in quelle tre settimane in tutto il mondo si realizzerà un congiunto di iniziative che la Commissione Comunicazione del FSM si impegnerà a rendere visibili nel nostro emisfero come “le mobilitazioni di primavera per le alternative alla crisi globale”.

La settimana globale in difesa dell’acqua, con il Forum Alternativo per l’Acqua a Istanbul e molte azioni in tutto il mondo. A Istanbul, dal 16 al 18 si terrà la prima parte del Forum alternativo, che affronterà in due giorni i problemi legati alla privatizzazione dell’acqua in Turchia. Il 19 sarà la Giornata Internazionale dove il movimento internazionale insieme ai movimenti turchi avranno un confronto ad alto livello con Onu, governi latinoamericani e parlamentari europei e aggiorneranno la propria piattaforma. Dal 20 al 22 altri seminari promossi da un coordinamento turco-kurdo. Contestazioni sono previste anche dentro il Forum delle multinazionali . Sono previste delegazioni di tutto il mondo e ovviamente anche dall’Italia con più di cento persone. La settimana globale in difesa dell’acqua vedrà mobilitazioni in tutto il mondo (in Colombia in 21 una grande manifestazione dopo la raccolta di 2 milioni di firme per la ripubblicizzazione, a Roma una giornata contro l’Acea).

Iniziative sulle alternative alla crisi globale intorno al G20 di Londra. A Londra il 28 marzo ci sarà una grande manifestazione, convocata dalla confederazione inglese dei sindacati e da molte reti di società civile, con la partecipazione della CES e di molte delegazioni da tutta Europa. Anche in altre città europee, come Berlino Francoforte e Vienna, ci saranno manifestazioni il 28 marzo. L’1 e 2 aprile saranno altre due giornate di azione a Londra. Negli Stati Uniti ci sarà una settimana di azioni collegate al G20 e alla crisi globale. In Italia, il 28 marzo ci sarà una manifestazione nazionale promossa dal Patto di Base, COBAS, CUB, SdL. Il 4 aprile ci sarà la manifestazione nazionale della CGIL con la partecipazione di diverse organizzazioni di società civile.

Il 30 marzo, Giornata palestinese della Terra, sono previste in tutto il mondo iniziative, in particolare per lanciare la campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni) e le diverse campagne per il deferimento di Israele alla giustizia internazionale per rispondere dei crimini di guerra dell’occupazione, con particolare riferimento all’assedio e ai bombardamenti indiscriminati su Gaza e all’utilizzo del fosforo bianco.

Il 4 aprile a Strasburgo è prevista una grande manifestazione internazionale, costruita in particolare dalla convergenza dei movimenti pacifisti e antiguerra francesi e tedeschi, per dire basta con la Nato, con il riarmo e la militarizzazione, con le basi militari, e per chiedere lo scioglimento dell’Alleanza Atlantica. Sono previste delegazioni da tutta Europa e anche dall’Italia.

Il Coordinamento Italiano per il FSM e il FSE ospiterà nei giorni 6 e 7 aprile a Roma una delegazione delle organizzazioni indigene dell’America Latina, in Europa per incontri con le istituzioni, la politica e i movimenti sociali. Nei prossimi giorni vi arriveranno informazioni più dettagliate.

Il 20 marzo la Carta per l’Altra Europa, insieme a A Sud e a Arci, organizza un incontro di approfondimento su Movimenti Sociali e costituzioni Latinoamericane: sfide e possibilità per i nuovi diritti. L’iniziativa si tiene a Roma presso la CGIL.

IL G8 IN ITALIA

Già in tutte le città dove sono previsti i diversi G8 ministeriali si stanno creando coalizioni locali e tematiche per costruire eventi e mobilitazioni.

Il G8 ormai è un organismo e un evento che ha perso la sua centralità, ma rimane comunque un appuntamento importante non solo in Italia ma a livello internazionale come una occasione per rendere visibili le alternative alla crisi globale che sviluppiamo quotidianamente.

Già da dieci anni denunciamo l’insostenibilità della globalizzazione e del sistema in cui viviamo. Queste alternative sono cresciute e si sono sviluppate in questi anni, ultimo il FSM di Belem, in un pluralismo di pensieri, pratiche, soggettività sociali e culturali dal cui incontro sono sempre nate contaminazioni positive.

Il Coordinamento Italiano, con spirito di servizio, si è incaricato di avviare una consultazione con tutte le organizzazioni che partecipano al FSM e con le realtà sociali in Sardegna per verificare le loro intenzioni e indagare sull’ipotesi di realizzare a Olbia (dove sarà ospitato il centro stampa con circa 3.000 giornalisti) nei giorni del G8 un “Forum delle reti internazionali sulle alternative alla crisi globale” con una forte presenza internazionale e una ampia caratterizzazione unitaria e plurale.

Questo Forum potrebbe essere costruito esattamente con la stessa metodologia del FSM (con un comitato organizzatore che non avrà il compito di decidere la linea politica né gli eventi ma di produrre lo spazio comune e di permettere la realizzazione dei diversi programmi decisi da coalizioni e reti).

La consultazione riguarderà anche la possibilità di realizzare alla fine del Forum una manifestazione di massa, pacifica e unitaria a Olbia per dare maggiore visibilità alle alternative alla crisi globale.

Diverse reti internazionali hanno già dichiarato la propria intenzione di approfittare della piattaforma comunicativa del G8 in Italia per visibilizzare le proprie proposte. La GCAP (Coalizione Contro la Povertà) sta già organizzando la propria presenza nel summit. A Belem ha preso l’avvio il percorso per un Tribunale internazionale sulla giustizia climatica e sul debito ecologico che ha già discusso di una tappa in Sardegna durante il G8. Molte organizzazioni sarde e italiane stanno programmando iniziative, sull’isola o sul continente (l’UISP ad esempio intende inserire nel programma delle mobilitazioni i Mondiali Antirazzisti che erano già previsti negli stessi giorni del G8 a Casalecchio di Reno).

Crediamo che tutti abbiamo una responsabilità nel verificare le ipotesi di convergenza possibile per costruire uno spazio pubblico adeguato ad accogliere le iniziative già previste, quelle che verranno e la mobilitazione sulla crisi globale che la presenza del G8 sollecita.

La prossima riunione del Coordinamento Italiano il 1 aprile a Roma alle ore 13.30 all’Arci, in via dei Monti di Pietralata 16.

Verificheremo l’esito delle consultazioni ampie sul G8 a La Maddalena e sulla base di queste proseguiremo la discussione.

Discuteremo su come dotare il Coordinamento Italiano di una strumentazione adeguata a raccogliere e diffondere informazioni sul processo FSM – FSE e sulle campagne mondiali che da questo processo vengono prodotte e per animare meglio il dibattito in Italia, permettendo una partecipazione più ampia e diffusa di quella concessa dalle riunioni periodiche e dai report delle riunioni.

Avremo probabilmente la possibilità di incontrare, dalle ore 17.00 in poi, Candido Grizbowski, di IBASE – Brasile, uno dei fondatori del FSM di passaggio in Italia per discutere sulle prospettive del processo.

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