Emergenza democratica, non facciamoci mettere i piedi in testa!
"A Bergamo vi sono stati scontri tra la Polizia e ragazzi definiti no global, sinistra antagonista o estrema sinistra. La settimana scorsa tra la Polizia e gli operai della Fiat di Pomigliano D'Arco. Prima ancora tra la Polizia e i vicentini che protestavano contro la nuova base americana che ormai non vuole più neppure Obama. Il video con lo scarpone di un poliziotto sul collo di un manifestante è l'immagine del nostro futuro. Da una Polizia di Stato a uno Stato di Polizia" Questo il commento, quanto mai tempestivo, di Beppe Grillo. Di cose da aggiungere ce ne sarebbero, ad esempio i due poliziotti-spacciatori prontamente mandati agli arresti domiciliari. Ma sarebbe un elenco troppo lungo e frustrante, per chi non rinuncia a lottare per poter vivere in uno stato di diritto e, c'è da augurarsi, per chi indossando una divisa si sforza di compiere il proprio compito nel rispetto delle leggi e del cittadino. Alla richiesta di una targhetta di identificazione sulle divise di polizia, carabinieri e finanzieri - richiesta che in questo clima appare tanto più opportuna quanto destinata a rimanere tale - si potrebbe fare una aggiunta: che venga applicata anche alla suola degli scarponi di ordinanza. a.s.
Emergenza democratica è il titolo dell’editoriale di Paolo Beni sull’ultimo numero di Arcireport, che riportiamo integralmente. Il piede sulla testa di un manifestante, sabato a Bergamoguarda il video, costituisce, purtroppo, solo l’ultima conferma in ordine di tempo. Guarda gli altri video sulla manifestazione di sabato youreport
Emergenza democratica
Non può lasciarci indifferenti la deriva autoritaria che sta investendo il nostro Paese. Stavolta sono gli stupri il pretesto per un nuovo attacco allo Stato di diritto: l’ennesimo decreto d’urgenza per cambiare il codice penale, rovesciare decisioni del Parlamento, colpire i diritti. La filosofia è chiara: ogni straniero è un potenziale stupratore, perciò il provvedimento contro la violenza sessuale diventa prevalentemente un calderone di misure anti-immigrati, compreso l’allungamento della detenzione nei Cie già bocciato dal Senato. E soprattutto via libera alle ronde: per la prima volta lo Stato delega per legge ai privati una delle sue competenze esclusive più delicate, la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini. Non è chiaro cosa dovranno fare, ma è fin troppo evidente la loro funzione simbolica: cooptare l’esasperazione sociale nelle funzioni repressive dello Stato, dividere il Paese in controllati e controllori, avallare l’intolleranza e l’idea di farsi giustizia da sé. L’esatto opposto di quanto proponevamo pochi giorni fa al Ministro Maroni: coinvolgere i cittadini nel presidio democratico del territorio per arginare il degrado sociale e culturale alla base della violenza, animare le relazioni sociali, promuovere la responsabilità civica e l’idea del bene comune.
Rischiamo di ritrovarci in un regime autoritario e in uno Stato etico. A giorni inizia in Senato la discussione sul testamento biologico. Il testo della maggioranza è profondamente lesivo dei diritti fondamentali, prefigura l’invadenza dello Stato nella sfera più intima di ciascuno, quella del rapporto col proprio corpo e con la vita, che la Costituzione riserva esclusivamente alla soggettività morale di ogni individuo. Come nel caso della procreazione assistita, un’ideologia vuole impadronirsi della vita delle persone.
Su Costituzione e laicità dello Stato, il neo segretario Pd Franceschini ha pronunciato parole chiare. Bene, perché su questi temi l’opposizione non può avere ambiguità se vuole proporsi come alternativa credibile di fronte all’emergenza democratica.


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