Il World Social Forum ’09 torna a Belem, Brasile

E’ iniziato da poche ore il World Social Forum 2009, che dopo tre anni torna in Brasile, nel cuore dell’Amazzonia, dove movimenti sociali, popoli indigeni, associazioni, sindacati, ong e gruppi religiosi si sono dati appuntamento ancora una volta per celebrare il più importante appuntamento globale della società civile organizzata.
Oltre 100 mila delegati, appartenenti a quasi 6.000 organizzazioni hanno sfilato questo pomeriggio per le strade della città di Belem, nello stato di Parà, per la marcia inaugurale del Forum. Per l’Arci è presente una delegazione guidata da Raffaella Bolini.Presentazione del WSF 2009 (in portoghese ma divertente e abbastanza comprensibile)

Il globo terrestre portato in corteo

Il globo terrestre portato in corteo

Alle 8.30  (12.30 ora italiana) si è tenuta la conferenza stampa di lancio, presso il Teatro Maria Sylvia Nunes, Estação dai Docas, nel centro della città. Alla conferenza erano presenti, in rappresentanza dei movimenti sociali dei 5 continenti, attivisti provenienti da Asia, Africa, Europa, Americhe. Anche le popolazioni originarie sono rappresentante da un delegato, a testimonianza del ruolo più che mai centrale che avranno i popoli nativi in questo FSM. Oltre 4.500 sono fino ad ora i giornalisti accreditati per il FSM.

Alle 14.00 l’appuntamento era invece in Piazza Pedro Texeira dove i rappresentanti di 60 nazioni indigene hanno aperto l’evento con una cerimonia inaugurale che simboleggia il passaggio di testimone dai popoli africani (che hanno ospitato l’ultimo Forum svoltosi in forma centralizzata, a Nairobi nel 2007) ai popoli Amazzonici, padroni di casa dell’edizione 2009.

Tra i principali temi sul tavolo per questa 9°edizione del Forum, che si preannuncia carica di novità, ci saranno come è prevedibile la crisi economica mondiale, i cambiamenti climatici e le alternative al modello di sviluppo. Particolare attenzione sarà dedicata alle proposte provenienti in tal senso dai popoli indigeni portatori di una idea dello sviluppo altra – in armonia con l’ambiente – e di una idea della economia comunitaria e solidale.

Il 28 gennaio, 2° giorno del Forum, sarà dedicato proprio ai Popoli Pan-Amazzonici, le cui attività si concentreranno prevalentemente su Cambiamenti Climatici e Giustizia Ambientale, Diritti umani, Lavoro, Migrazioni, Criminalizzazione dei Movimenti Sociali, Terra, Territorio, Identità, Sovranità Alimentare.

Il 29, 30 e 31 saranno invece dedicati alle attività autogestite. Assemblee, dibattiti, panel e laboratori saranno l’occasione per rafforzare e stringere nuove relazioni tra associazioni, movimenti, sindacati e per discutere di proposte e strategie di lotta e resistenza contro la crisi finanziaria, economica,sociale ed ambientale che vive il pianeta.

L’ultimo giorno, il 1 febbraio, prima della manifestazione conclusiva si terranno le assemblee tematiche per discutere in maniera plenaria ed orizzontale dei principali temi e proposte emersi durante i giorni di lavoro.

La bandiera del World Social Forum La bandiera del World Social Forum

Confermata per il 29 la presenza dei presidenti di Brasile, Bolivia, Paraguay, Ecuador e Venezuela, che hanno in comune la caratteristica di essere emanazione dei processi portati avanti dai movimenti sociali nei diversi paesi del continente, divenuto ormai da un decennio – che molto chiamano il decennio dei lumi – punto di riferimento per l’immaginario collettivo mondiale di rivendicazione e di lotta per un mondo diverso e più giusto.

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